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Pescara, 26/03/2026
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14/10/2012
Il Messaggero
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Alloggi popolari, è scontro politico. Approda in Consiglio la riforma del settore. Si teme un sostanzioso aumento dei canoni di locazione. Blasioli, Pd: «Così pagano i più deboli». Chiodi: «No, aiutiamo i giovani»
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PESCARA - «Una catastrofe che mina alle fondamenta lo stesso concetto sociale di edilizia residenziale pubblica». Il consigliere comunale di Pescara Antonio Blasioli, Pd, bolla così la legge di riordino varata dalla Giunta Chiodi, destinata a cambiare le regole per l'assegnazione degli alloggi popolari. Il pronunciamento finale spetterà al Consiglio regionale, dove si annuncia battaglia. Le opposizioni segnano l'intero testo di legge con la matita rossa. Per Blasioli con questo progetto il Pdl mira ad introdurre un criterio freddo e liberistico secondo cui tutte le somme necessarie a gestire una Ater vanno reperite solo tra gli affitti degli assegnatari e tra le vendite del patrimonio edilizio. Si fa inoltre notare che lo stesso testo reintroduce cinque Ater territoriali, con altrettanti consigli di amministrazione formati da tre amministratori e adeguata dote di collegi dei revisori dei conti al seguito, mentre oggi c'è un solo commissario scelto tra i funzionari della Regione. Da qui la prima domanda provocatoria di Blasioli: «Ma quando il presidente Chiodi parlava di Abruzzo come modello per la spending review, scherzava?». Altro appunto del Pd: il calcolo dei canoni di locazione che per la legge regionale 96/1996 veniva applicato in percentuale del 3% sul valore di rendimento di una abitazione di tipo popolare, ora viene applicato su un valore convenzionale dell'immobile determinato dall'Ater territoriale, che varia quindi da provincia a provincia e addirittura da zona a zona nelle città più grandi. Inoltre non sarà più la legge, ma un regolamento successivamente rimesso all'Ater e quindi soggetto ad aggiornamenti in ogni momento, a modificare i valori degli immobili e a determinare l'aumento dei canoni. Gli altri punti della legge contestati dal Pd riguardano la locazioni a parte per i garage, la mobilità forzosa per tutti, i condomini misti. Per la mobilità forzosa l'Ater avanzerà due proposte di trasferimento in altro alloggio idoneo. Se questo non dovesse avvenire si procederà d'imperio. «E laddove ciò dovesse essere impedito dalla presenza di disabili o ultra sessantacinquenni -osserva ancora Blasioli- per la famiglia scatterà la sanzione punitiva dell'aumento del canone». Il governatore Gianni Chiodi replica così: «Abbiamo preferito privilegiare la formula dei canoni concordati per favorire le giovani famiglie piuttosto che il sistema odierno che esclude sempre più i nostri concittadini dalle graduatorie di assegnazione. Dicono così perché in realtà non vogliono modificare nulla: loro sono per la conservazione, altro che progressisti».
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