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Data: 15/10/2012
Testata giornalistica: La Repubblica
Alitalia, in mobilità 4200 dipendenti Sindacati preoccupati: "Rischio nuova Cig"

Oggi scade la cassa integrazione di quattro anni e martedì l'azienda presenterà alle parti sociali il nuovo piano industriale che potrebbe prevedere lo stop per altri mille lavoratori. Il Pd chiede l'intervento del governo. L'Idv: "Il più grande licenziamento di massa del Paese"

ROMA - Diventa molto incerto il futuro di migliaia di dipendenti di Alitalia-Cai. Oggi scade infatti, dopo 4 anni, il periodo di cassa integrazione e per 4.200 dipendenti partiranno le lettere per la messa in mobilità con la conseguente riduzione della retribuzione (-20%).

La situazione già pesantissima rischia di aggravarsi se è vero, come paventato dai sindacati, che all'orizzonte ci sarebbero annunci di nuova cassa integrazione per centinaia di lavoratori - si parla di mille, in massima parte amministrativi - che si andrebbero ad aggiungere ai 700 già in cig dallo scorso marzo. La conferma o la smentita ci saranno martedì mattina, quando l'azienda presenterà ai sindacati il nuovo piano industriale. Il Pd del Lazio chiede da subito l'intervento del governo, mentre l'Idv parla del "più grande licenziamento di massa del Paese" in arrivo.

"Il fatto che, con una possibile nuova tranche, altri lavoratori Alitalia possano finire in cassa integrazione è la dimostrazione del fallimento dell'azienda e ci chiediamo come faccia il governo a continuare a concederla", ha detto Andrea Cavola, segretario nazionale Usb trasporto aereo, in vista dell'incontro con Alitalia Cai.

Anche la Fit Cisl, per voce del segretario regionale Francesco Sorrentino, esprime preoccupazione in vista del nuovo piano industriale: "Ci sono delle partite aperte e si rincorrono interrogativi sulla sorte di molti lavoratori e su voci di cessioni di parti importanti del settore manutenzione e carrelli - afferma Sorrentino - Inoltre prima di chiedere una nuova Cig, sarebbe bene che prima Alitalia si confrontasse con i sindacati sul piano industriale e sul rinnovo del contratto di lavoro".

A chiedere un intervento urgente del governo è il segretario del Pd Lazio, Enrico Gasbarra, che ha scritto una lettera ai ministri Fornero e Passera: "Crediamo sia giunto il momento di un intervento deciso del governo su alcuni problemi che non possono più attendere. Vi è l'urgenza - scrive Gasbarra - di costituire un tavolo anti-crisi tra Alitalia, governo e forze sociali col coinvolgimenti degli enti locali per affrontare un quadro di emergenza che rischia di esplodere e di provocare forti tensioni sociali e un vero e proprio crack per l'intero sistema economico del Lazio che ha numeri da dopoguerra".

Parlano in una nota del "più grande licenziamento di massa del Paese" Maurizio Zipponi e Alessandra Tibaldi dell'Italia dei valori: "L'Idv ha sempre condannato l'operazione di cosiddetto 'salvataggio' dei capitani coraggiosi, iniziata con il governo Berlusconi e sponsorizzata da esponenti dell'attuale governo Monti. Un'operazione che sancisce la fine della compagnia di bandiera, per la quale vengono richiesti oggi mille ulteriori licenziamenti, il salvataggio della compagnia privata Airone, con un costo sociale di tre miliardi di euro a carico dei contribuenti, e un futuro incerto per l'intero comparto aereo. L'Idv - si legge nella nota - continua a chiedere a questo esecutivo, in particolare al ministro del Lavoro, l'applicazione delle vecchie regole pensionistiche per tutti i lavoratori ex Alitalia".

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