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Data: 15/10/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Provincia unica no» tutti contro la Regione. Un coro unanime: «Chieti ha i numeri richiesti dalla legge»

Si sparano gli ultimi fuochi di artificio per il futuro assetto delle Province. Giornata campale oggi a Chieti, con due incontri, indetti il primo dal presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio alle 11 e il secondo dal Partito democratico cittadino alle ore 17,30. Con un attacco, nel frattempo, del segretario Enrico Iacobitti al governatore Chiodi per la proposta di una unica provincia abruzzese. Di Giuseppantonio, anche alla luce delle richieste dei gruppi consiliari provinciali, ha invitato parlamentari, assessori e consiglieri della provincia e dei comuni superiori a 10 mila abitanti e i rappresentati del Cal per la «proposta definitiva di riordino».
La segreteria teatina del Pd ha organizzato un incontro pubblico, invitando la cittadinanza, per «ragionare sul tema». Le posizioni ormai sono arcinote e verranno ribadite. Il consiglio comunale di Chieti con voto unanime ha affermato che la provincia di Chieti ha i numeri richiesti dalla legge per restare tale «non soggetta a riordino, con Chieti capoluogo».
«I problemi sono di altri, perché dovremmo pagare noi se loro i requisiti non li hanno?», fu l'assioma dell'assemblea civica teatina. Stessa affermazione dagli incontri con le associazioni promosse dal presidente del consiglio Marcello Michetti. E Umberto Di Primio ed Enrico Di Giuseppantonio non fanno che ripetere in tutte le sedi lo stesso concetto. Anche per il segretario cittadino e consigliere comunale del Pd Enrico Iacobitti «rispetto allo scenario» regionale «è prioritario e irrinunciabile difendere la città di Chieti capoluogo e la sua provincia, che secondo le norme di legge non sono oggetto di riordino».
Con un duro attacco al presidente della Regione perché la proposta della provincia unica avanzata da Chiodi «è contro lo sviluppo e la sopravvivenza delle funzioni amministrative su base provinciale della città di Chieti e della sua provincia. La provincia unica importerebbe per Chieti la perdita dello status di capoluogo, senza nemmeno la riorganizzazione delle funzioni degli uffici periferici dello Stato e dei servizi ai cittadini e imprese che sono la ricchezza vera della discussione in corso».
Secondo Iacobitti la proposta di Chiodi «evidenzia con drammaticità come il Pdl prosegua sulla strada del populismo, lasciando pericolosamente al Governo la libertà di disporre dell'Abruzzo senza logica e visione per il futuro». Aggiunge che solo il Partito democratico è stato disponibile a discutere con tutte le forze politiche di un accordo di riordino complessivo per ragionare del nuovo Abruzzo e delle funzioni di nuovi comprensori provinciali da riscrivere nell'interesse della efficienza dei servizi, dello sviluppo sostenibile e del reale risparmio di spesa per gli abruzzesi». Chiude sperando che il sindaco Di Primio, l'assessore Febbo e il senatore Di Stefano, che tacciono di fronte alla proposta del loro presidente Chiodi, vogliano difendere realmente Chieti e la sua provincia e non siano supini alle esigenze del governatore».

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