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Pescara, 19/06/2026
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Data: 15/10/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Province, accordo o cancellazione di Camillo D'Alessandro (*)

A pochi giorni dal pronunciamento del Consiglio regionale sul riassetto delle Provincie, non è dato sapere quale è la proposta che il Governatore Chiodi proporrà e voterà in aula assumendosene le responsabilità conseguenti. Faccio questa premessa semplicemente perché si scoprirebbe che non esiste una proposta della maggioranza, e , prevedibilmente, come accaduto nel CAL, si andrà in ordine sparso. La riflessione posta da tre dei miei colleghi in Regione, sulla ipotesi della provincia unica, viene tradita dalla lettura faziosa alla quale chiaramente si sarebbe sottoposta, forse ciò non è stato valutato. Di fatto i miei colleghi, di fronte alla provocazione di Chiodi sulla Provincia unica, hanno voluto sfidarlo fino in fondo per svelare che si trattava, ancora una volta, dell'ennesimo bluff. La proposta uscita dal CAL, due Province, L'Aquila-Teramo e Chieti-Pescara ha senso se ulteriormente sviluppata e declinata nei suo particolari, che mai, come in questo caso, fanno la sostanza. Chieti-Pescara ha senso solo se gli amministratori delle due Città capoluogo e con essi gli amministratori delle due province si siedono al "tavolo del buon senso" e scrivono un accordo vero, alla luce del sole, dove vengano riconosciute le oggettive vicendevoli ragioni. Pescara capoluogo della nuova Provincia? Si, ma non solo perché è più popolosa, perché di fatto lo è già nel suo dinamismo economico, nella sua funzione di Città dei flussi, di Città regione. Ma Pescara deve comprendere che non può accadere e risolversi tutto dentro le sue trafficate strade , Chieti deve rimanere capoluogo amministrativo, cioè l'articolazione dei servizi territoriali dello Stato rimangano nella Città teatina, che storicamente ha sempre svolto questa funzione sia nella parte alta sia nella prossimità di Pescara, lo Scalo che di fatto rende Chieti e Pescara un unicum inscindibile. Se si è d'accordo, dunque, nella delibera del Consiglio regionale si scriva proprio questo: Pescara Capoluogo della nuova Provincia e Chieti capoluogo amministrativo, sede degli uffici periferici dello Stato. Se ci fosse la tentazione da parte di Pescara di non riconoscere la naturale funzione di Chieti il rischio è l'isolamento a cui Chiodi li ha condotti. A quel punto, a ragione, Chieti sosterrebbe, ed anche io con loro, che è l'unica Provincia in Abruzzo ad avere tutti i requisiti per rimanere tale e non si capisce perché dovrebbe soccombere. Speculare ragionamento deve essere fatto tra L'Aquila e Teramo. Patti istituzionali tra L'Aquila e Teramo, da un lato, e Chieti con Pescara, dall'altro, garantirebbero una larghissima maggioranza in Consiglio regionale. In assenza di accordi, io non voterò alcuna proposta, ma presenterò in Consiglio regionale la richiesta di non precedere, non deliberando nessuna provincia, e chiedendo al Governo nazionale di abrogarle tutte, in vista dell'annunciata riforma della Carta Costituzionale che rimetterà in discussione l'articolazione ed i poteri dello Stato, a partire dalle Regioni.

(*) Capogruppo del PD Regione Abruzzo

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