ALBA ADRIATICA Odissea per gli studenti di Alba e Tortoreto e per i loro genitori nel primo giorno di soppressione delle fermate Arpa nei centri urbani delle due città. Caos alla stazione di Alba, disservizi e tanti ragazzi a casa. Tutto è iniziato alle 7 di ieri mattina, quando è cominciata la sospensione della circolazione in un tratto di lungomare Sirena a Tortoreto, a causa dei lavori sui fossi di raccolta dell'acqua. Come nell'anno scolastico passato, nonostante le lamentele e i disservizi, l'Arpa, costretta a cambiare percorso per i suoi bus, ha deciso anche quest’anno di non entrare nei centri abitati di Tortoreto Lido e Alba, proseguendo lungo la Statale 16 fino alla stazione albense e tagliando tutte le fermate intermedie, comprese quelle del lungomare e di piazza del Popolo. La comunicazione è stata quasi inesistente: nessun avviso sul sito internet, nessun comunicato inviato ai giornali, nessun cartello sui bus (almeno quelli per San Benedetto non ne avevano), ma soltanto un foglio A4 alle fermate, dove veniva specificata la soppressione soltanto di quelle dei due lungomari. Molti ragazzi quei cartelli non li hanno letti perché non aspettano i bus ai pali delle fermate, quasi ovunque sguarnite di pensiline e coperture, bensì qualche metro più in là, sotto un balcone, sotto una tettoia o alla panchina più vicina. Il risultato? Ovunque ragazzini, talvolta poco più che bambini, sconsolati nell'attesa di un bus che non sarebbe mai passato. Qualcuno, più fortunato, ha potuto chiamare un genitore che, all'ultimo momento, ha affrontato una corsa disperata all'inseguimento del bus, attraversando anche i semafori rossi di via Roma. E così già alle 7,15 la via della stazione di Alba era in tilt, tra genitori nervosi e di fretta alla guida, ragazzi che correvano, bus bloccati di continuo da studenti col fiatone, clacson e imprecazioni di chi paga al figlio l'abbonamento, tra l'altro sempre più costoso, e non può permettersi di arrivare tardi al lavoro. Il ritorno da scuola (per chi alla fine ci è andato) è stato quasi altrettanto caotico: stazione intasata e fermate sulla Ss16 pericolosissime, senza segnalazioni per gli automobilisti e strisce per l'attraversamento, mentre le auto sfrecciano intorno. Passato il primo giorno, sarà comunque dura sopportare fino a maggio la situazione, per gli studenti ma anche per i genitori che dovranno accompagnare e riprendere i figli con l'auto sulla Ss16 o alla stazione.