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Pescara, 19/06/2026
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Data: 16/10/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Riordino delle Province - «Stop al gioco delle parti Sul taglio delle Province diamo la parola ai cittadini» Mentre i politici litigano sul riordino gli «Amici di Pescara» lanciano il referendum

PESCARA Sul riordino delle Province la classe politica appare incapace di decidere. Il Consiglio delle autonomie locali si era espresso per gli accorpamenti di Chieti con Pescara, e di Teramo con L'Aquila, ma la Regione ha rimesso tutto in discussione. Tanto la maggioranza quanto parte dell'opposizione oscillano tra le spinte localistiche e il tentativo di fornire risposte comuni. Il risultato è che a una settimana dalla scadenza dei termini per la presentazione della proposta di riordino, in Consiglio regionale non c'è ancora una posizione egemone. Uno spettacolo che lascia allibiti i cittadini, soprattutto sul fronte pescarese, dove l'ipotesi avanzata dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha provocato una levata di scudi. L'associazione Amici di Pescara, presieduta da Carla Tiboni, invoca il ricorso al referendum. «Il provvedimento governativo non impone la soppressione di tutte le Province, e tiene in vita Chieti e L'Aquila - rimarca Tiboni -. Il Cal aveva espresso una posizione chiara e ragionevole, mentre non si comprende il senso della nuova proposta che mira a cancellare le quattro Province accentrando tutto all'Aquila». L'associazione sostiene l'ipotesi di riordino elaborata da sindaco e presidente della Provincia di Pescara. «Gli impulsi campanilistici, che da anni alimentano l'antagonismo tra L'Aquila e Pescara, vanno superati - premette la presidentessa -. Tuttavia non si può ignorare che esistono diversità rilevanti, sul piano economico e sociale, tra L'Aquila e il resto del territorio, dunque lo sbocco più naturale sarebbe una sinergia tra Pescara, Chieti e Teramo, lasciando il comprensorio aquilano inalterato». Tiboni pone in rilievo le tante opportunità perse da Pescara a causa del dualismo con L'Aquila: «A Pescara c'è una sede nuovissima, dove il Consiglio regionale non si è mai riunito, nonostante lo statuto lo preveda, e c'è uno dei tribunali più moderni d'Italia, che però non può ospitare la sezione distaccata della Corte d'appello». L'associazione chiede che siano gli abruzzesi a decidere. «Il referendum è l'unico strumento che consenta di registrare il punto di vista del territorio - conclude Tiboni -. Mai come in questa fase c'è la necessità che la società civile dia nuovo impulso alla politica; peraltro non vorremmo che a pochi mesi dal voto per le regionali finiscano col prevalere logiche di tipo elettoralistico». L'idea del referendum incassa già i primi consensi. «Qualunque forzatura al parere del Cal mi costringerà ad aderire alla proposta della Tiboni - avverte la consigliera comunale di Pescara, Paola Marchegiani -. Mi rendo quindi disponibile, già da ora, a lavorare alla costituzione di un comitato per la raccolta delle firme necessarie a proporre il referendum regionale». Un'adesione che suona come un affondo contro alcuni colleghi di partito. «Il Pd è un partito serio, e la sua direzione regionale, nell’interesse dello sviluppo dell’intero Abruzzo, si è espressa a favore della costituzione delle due province Pescara-Chieti e Teramo-L’Aquila - rimarca Marchegiani -. Se adesso tre consiglieri regionali risultano improvvisamente colpiti da miopia politica e vogliono modificare la scelta ratificata dal Cal, o tentano di cambiare la delibera del partito o sono fuori dal partito». Situazione altrettanto caotica nel Pdl, che dopo l'ultimo vertice regionale sembra intenzionato a ripartire dalla proposta approvata dal Cal. Se così fosse, risulterebbe stroncato il punto di vista del presidente della Regione. Quel che è certo è che il centrodestra pescarese fa muro contro L'Aquila capoluogo dell'ipotetica provincia unica, e che la provincia unica non piace neanche al Pdl teatino. Nel Teramano, l'assessore regionale Paolo Gatti chiede di cancellare tutte le Province. «Il 23 ottobre la Regione Abruzzo dovrà esprimere parere sul riordino delle Province - scrive su Facebook -. Sto sostenendo, insieme ad altri colleghi, la proposta zero Province in Abruzzo».

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