Iscriviti OnLine
 

Pescara, 19/06/2026
Visitatore n. 755.096



Data: 17/10/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il Pm: «Processate Tancredi» Partita la richiesta al Senato per utilizzare le intercettazioni telefoniche

La Procura di Teramo chiede il processo per il senatore del Pdl Paolo Tancredi, al centro dell'inchiesta ribattezzata Rifiutopoli. Nei suoi confronti l'ipotesi di reato è di corruzione (in concorso con altri politici per i quali si procede separatamente a Pescara) perché avrebbe cercato di favorire l'impresa dei fratelli Di Zio, facendo in diverse occasioni da garante, secondo la tesi accusatoria, in cambio di denaro per il partito.
L'inchiesta madre, del 2010, è quella che ha visto coinvolti personaggi eccellenti e che fece finire ai domiciliari l'ex assessore regionale alla Sanità Lanfranco Venturoni e l'imprenditore dei rifiuti Rodolfo Di Zio. Dopo le richieste di rinvio a giudizio per dodici dei protagonisti dell'inchiesta da parte della Procura di Pescara, in udienza preliminari arrivò la decisione del gup di inviare a Teramo per competenza territoriale gli atti per sei di loro.
Oltre al senatore Tancredi, a rischiare ora di finire a processo a Teramo ci sono anche l'ex amministratore delegato della Team Giovanni Faggiano, ex componente del cda della Team Tec (la società costituita da Team e Di Zio per realizzare il bioessiccatore), e i componenti del collegio sindacale della Team Tec Sergio Saccomandi, Paolo Bellamio e Ottavio Panzone accusati di abuso d'ufficio perché la Team Tec dette in appalto senza gara alla Deco la costruzione del bioessiccatore. Il sesto indagato è il consulente della Proger srl Luca Franceschini, accusato, invece, di turbata libertà di incanti.
Secondo l'accusa Venturoni avrebbe convinto il consulente a modificare la migliore offerta della società, presentata alla Team Tec per il bioessicatore, per rendere preferibile quella di Di Zio.
A giugno Tancredi si presentò in Procura, a Teramo, dopo aver ricevuto l'avviso di garanzia. Oggi il senatore continua a ribadire quanto sostenuto quel giorno davanti al Pm Giovagnoni, co-titolare del fascicolo insieme al procuratore capo Gabriele Ferretti. «Quei 20mila euro dati da Di Zio al partito sono solo un contributo elettorale regolare, messo a bilancio dal Pdl di Roma. Non c'è stata alcuna promessa di fare senza gara d'appalto alcunché - dice - con un bonifico fatto in una banca romana».
Allegato ai faldoni che dalla Procura sono stati inviati al gup c'è anche un dischetto che contiene quattro conversazioni intercettate tra Lanfranco Venturoni, Daniela Stati e Rodolfo Di Zio con il senatore Paolo Tancredi. Ma non potranno essere utilizzate senza l'ok della Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it