Iscriviti OnLine
 

Pescara, 19/06/2026
Visitatore n. 755.096



Data: 17/10/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Legge di stabilità - Salta la stretta sulla legge 104, salve le pensioni di invalidità. Subito sforbiciate le detrazioni. Enti locali e sanità 3,7 miliardi di tagli. Coro di no su scuola e aumento dell’Iva sui servizi sociali

ROMA Alla fine, riaggiustando la coperta troppo corta dei conti pubblici, il governo cancella dalla Legge di stabilità le norme più odiose, i provvedimenti definiti «mostruosi» dalla Cgil perché colpivano anziani e disabili nonostante i ripetuti proclami di equità. Via, dunque, i commi che prevedevano la tassabilità Irpef delle pensioni e delle indennità di invalidità, sebbene restino tassate le pensioni di guerra. Via la stretta sui permessi per l’assistenza di parenti disabili (tre giorni al mese) previsti dalla legge 104, che erano stati tagliati del 50 per cento, ma ai soli dipendenti pubblici. Viene invece confermata la retroattività al 2012 del taglio delle detrazioni e delle deduzioni fiscali, mentre arrivano 100 milioni di euro per i lavoratori esodati. Ma nel giorno in cui il governo licenzia il testo definitivo di un disegno di legge che vale 12 miliardi di euro per affidarlo alla Camera, dove arriverà in aula il 12 novembre, sono le norme sulla scuola, con l’aumento dell’orario di lavoro degli insegnanti e nuovi interventi sugli organici, a scatenare maggiore scontento tra sindacati e partiti. In prima fila c’è Pier Luigi Bersani, che definisce «inaccettabili» le misure: «Non si può continuare a intervenire sulla scuola con l’accetta» dice il leader del Pd, che boccia il provvedimento anche nella parte fiscale perché «non ha i caratteri di equità ed efficacia» e annuncia battaglia: «Da qui alla fiducia c’è di mezzo il Parlamento». Il governo apre a eventuali cambiamenti: «Ogni suggerimento ed eventuale modifica saranno benvenuti» dice il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, come ha già fatto la collega Elsa Fornero, ma i sindacati della scuola annunciano la mobilitazione: «In tre anni sono state tagliate risorse per 8 miliardi» ricorda la Cisl. La Lega attacca: «La vera notizia è che manca ancora la relazione tecnica – dice Massimo Garavaglia – questo significa evidentemente che i conti non tornano». Ma sono molti gli articoli contestati. È lo stesso presidente della Camera Gianfranco Fini a chiedere di rivedere la norma sulle pensioni di guerra, mentre le Regioni denunciano il rischio che con l’aumento dell’Iva dal 4 al 10% per le prestazioni socio-sanitarie svolte dalle cooperative sociali, i Comuni non abbiano più soldi per il welfare. «Il passaggio parlamentare non sarà una presa d’atto» annuncia il capogruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri, che parla di governo «incerto e diviso». Il provvedimento che con queste avvisaglie di tempesta dovrà essere licenziato dalla commissione Bilancio della Camera entro il 9 novembre, prevede una manovrina fiscale, con un mini-taglio dell’Irpef, la “sterilizzazione” di un punto (dei due previsti) dell’aumento dell’Iva e una serie di sforbiciate che riguardano anche la sanità: 600 milioni nel 2013 e un miliardo nel 2014, con il taglio del 10% dei contratti per beni e servizi e la riduzione del tetto di spesa per i dispositivi medici. Risparmi consistenti arriveranno dal divieto di acquisto di arredi per gli uffici pubblici, 10 milioni in due anni, e dall’operazione «Cieli bui», con la riduzione dell’illuminazione notturna. Aumenta il prelievo dalle banche: 800 milioni in virtù dello slittamento di 5 anni del riallineamento dei valori ai fini di alcune imposte, mentre le assicurazioni “verseranno” oltre 600 milioni di euro. Sul fronte delle entrate, arriva la cosiddetta “Tobin tax”, la nuova tassa dello 0,05% sulle transazioni finanziarie, con un gettito previsto di 1.088 milioni di euro. Per i lavoratori esodati viene creato un fondo pari a 100 milioni di euro per il 2013: le modalità di utilizzo del fondo saranno stabilite con un successivo decreto. Per quanto riguarda la scuola, dunque, a partire dal prossimo anno i docenti di scuole medie e superiori, inclusi quelli di sostegno, lavoreranno 6 ore a settimana in più (da 18 a 24), in cambio di due ulteriori settimane di ferie. Per le scuole non statali, intanto, vengono stanziati 223 milioni nel 2013. Tra le altre misure di rilievo, lo stanziamento di 1,6 miliardi per la detassazione dei contratti di produttività, la creazione di un fondo sociale da 900 milioni presso la presidenza del Consiglio e lo stanziamento di risorse per Mose e Tav.

Subito sforbiciate le detrazioni
Per chi guadagna meno di 15mila euro non dovrebbe cambiare niente

ROMA Fatte somme e sottrazioni, la stabilità finanziaria la pagheranno comunque i cittadini. Alla sforbiciata dell’Irpef sugli scaglioni di reddito più bassi, infatti, corrisponderanno un aumento di un punto (sui due previsti) dell’Iva, che salirà dal 10 all’11% e dal 21 al 22% a partire dalla seconda metà del prossimo anno, e un taglio delle detrazioni e delle deduzioni fiscali per i contribuenti che hanno un reddito imponibile superiore ai 15 mila euro: una operazione che per le tasche dei cittadini potrebbe avere come risultato zero. La manovra sull’Irpef, che il governo ha voluto come misura di equità, costerà complessivamente 5 miliardi. L’aliquota Irpef scenderà dal 23 al 22% sul primo scaglione e dal 27 al 26% sul secondo, con effetti su tutti i contribuenti, ovviamente per la quota parte. Per i redditi inferiori a 7.500 euro, la soglia della “no tax area” non ci sarà alcun cambiamento, così come quelli inferiori a 15 mila euro non saranno interessati neppure a deduzioni e detrazioni. Al di sopra, invece, scatteranno i tagli alle agevolazioni fiscali, una sforbiciata che – come confermato ieri – sarà retroattiva al 2012, e sarà dunque applicata alle spese effettuate quest’anno, anche se avrà effetti di cassa nelle dichiarazioni del 2013. È previsto un tetto di tremila euro alle detrazioni, mentre per molte deduzioni viene introdotta una franchigia di 250 euro, con una notevole riduzione dello “sconto” fiscale da parte dello Stato. Gli oneri deducibili per i quali è prevista la franchigia sono quelli elencati dall’articolo 10 del Testo unico delle imposte sui redditi, mentre per le detrazioni bisogna consultare l’articolo 15. La franchigia non dovrà essere applicata ai contributi per colf e badanti, oltre che ai contributi previdenziali e assistenziali, ai contributi per la previdenza complementare e alle erogazioni (fino a 1032 euro) a favore dell’Istituto centrale per il sostentamento del clero e di alcune chiese, come quella Valdese. Per le spese sanitarie la franchigia raddoppia, passando da 129 a 250 euro, ma le spese restano detraibili al 19% senza limite e non concorrono al tetto massimo dei tremila euro. Franchigia e tetto massimo, invece, tra gli altri, per i contribuenti che hanno un mutuo per la prima casa o che hanno un’assicurazione sulla vita, chi manda i bimbi all’asilo nido. Colpite, tra l’altro, anche le spese per l’istruzione superiore e universitaria, l’attività sportiva dei figli di età compresa tra i 15 e i 18 anni, per l’affitto degli studenti fuori sede, le spese funebri, le assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it