Tante le ipotesi sul tavolo. Partiti divisi sul percorso da seguire
«Cancellare le Province e istituire la macroregione Abruzzo-Marche-Molise». È la riflessione del Consigliere regionale del Popolo della libertà e Presidente della Quarta Commissione, Nicola Argirò, sul riordino degli enti deciso dal Governo. «Nonostante in Italia si continui a discutere di degenerazioni della casta, dell’eliminazione degli enti inutili - aggiunge - in Abruzzo prevale il campanilismo di chi, invece, dovrebbe spogliarsi delle casacche e far prevalere l’interesse pubblico». Proprio oggi la commissione dovrebbe licenziare la proposta da sottoporre la prossima settimana al consiglio regionale. «Lo scatto di maturità sarebbe quello di superare le barriere localistiche tra Pescara, Chieti e L’Aquila - propone l’esponente Pdl - con l’obiettivo di ridurre i costi degli organi politici e fornire ai cittadini servizi più efficaci. In quest’ottica è inconcepibile anche continuare a mantenere i Consigli di micro-Regioni (le inchieste giudiziarie sul Molise lo stanno a testimoniare) e allora credo che unire tre Regioni che insieme fanno circa 3 milioni di abitanti sarebbe il minimo». «Qualcuno, dal Pdl al Pd passando per l’Idv, immagina di conquistare qualche voto in più alle prossime elezioni cavalcando l’idea populistica di abolizione di tutte le Province: una proposta senza alcun fondamento, considerato il percorso che sta seguendo il Governo di accorpamento di questi enti e aggiungerei che l’idea è decisamente ottusa perchè non va certo a favore dell’Abruzzo e degli abruzzesi». Lo ha detto il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, commentando la proposta di abolizione delle quattro province. Fantasiosa per Fli la proposta di abolire tutte le province. «Ed è proprio questa proposta che può nascondere il grande bluff - ha affermato il coordinatoore comunale di Teramo Andrea Fantauzzi - Se per "abolizione" intendono, infatti, la cancellazione dell'ente provincia, mi chiedo come pensano di ripartire le competenze assegnate alle province, con quale atto e con quale potestà. La risposta è che non è possibile. Nel frattempo i sindaci delle città capoluogo e i presidenti delle quattro Province si lanciano in invettive per difendere i loro territori, annunciano marce su Roma, e il tutto sembra mirato alla conservazione delle loro poltrone piuttosto che a formalizzare proposte di riordino e di garanzia dei servizi per i cittadini». «Eliminazione di tutte le Province ed un riordino delle Regioni, tenuto conto di quello che sta accadendo in molte di esse che hanno indignato tutti gli italiani onesti», è la posizione del presidente provinciale aquilano dei Cattolici Democratici, Gian Paolo de Rubeis. Sarà un compito in Consiglio reionale difficile trovare il bandolo della matassa.