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Pescara, 15/06/2026
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Data: 18/10/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Il pasticcio Filovia - Senza la Via l’Ue blocca il filobus in deposito. L’ex presidente della Gtm, Renzetti, aveva comunicato alla Regione che non occorreva

Strada parco. Secondo la Commissione europea la valutazione d’impatto ambientale era obbligatoria

Senza Via non vai da nessuna parte: così la Commissione europea ha dato l’altolà a Filò. Bruxelles ha sancito che serviva la procedura di Via (Valutazione d’impatto ambientale) per poter cominciare i lavori della filovia, invece i lavori sono quasi terminati senza le certificazioni propedeutiche. In tal modo sono state accolte le istanze del Wwf: il Phileas è un filobus a tutti gli effetti, quindi la Via è obbligatoria. «La Commissione europea - così recita il documento che motiva la decisione - ritiene che i filobus siano inclusi nella categoria di progetto "Tram, metropolitane sopraelevate e sotterranee, funivie o linee simili di tipo particolare, esclusivamente o principalmente adibite al trasporto di persone". Tale approccio è corroborato dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, secondo cui la direttiva Via dev’essere interpretata in senso estensivo. Pertanto, poiché il Phileas è un filobus, la Commissione europea ritiene che esso debba essere sottoposto a screening di Via (articolo 4, paragrafo 2) e ciò a prescindere dall'installazione o meno delle boe magnetiche. Si prega di confermare la disponibilità delle competenti Autorità italiane a sottoporre il progetto Phileas a screening Via e di indicare la tempistica della prevista procedura di screening Via». Fin qui la Commissione europea, che se da una parte ha risparmiato alla Regione la procedura d’infrazione, che sarebbe costata 10 milioni di euro, dall’altra ha bocciato l’operato della Regione e della Gtm che hanno sempre negato l’esigenza di sottoporre il progetto a Via. Prima Donato Renzetti, presidente Gtm all’epoca dell’assegnazione dell’appalto, comunicò al direttore della Regione Antonio Sorgi che la Via non serviva e questi ne prese atto. Poi il successore di Renzetti, Michele Russo, si è allineato mandando avanti i lavori e fermando solo l’installazione dei magneti. «Invitiamo la Regione ad una attenta valutazione - ammonisce Loredana Di Paola del Wwf - circa la possibilità che a questo punto venga finalmente disposta la sospensione di tutti i lavori di pertinenza dell’appalto e non soltanto delle boe magnetiche, come indebitamente deliberato dallo stesso comitato con la messa in mora del 3 luglio scorso». Secondo la Di Paola, Regione e Gtm sono comunque all’angolo: «La Via in moratoria non è prevista dalla legge, se la Regione dovesse farla noi ricorreremo al Tar. D’altra parte, se la Regione non dovesse effettuare lo screening si metterebbe contro la Commissione europea». Un vicolo cieco dal quale non si vede come Regione e Gtm possano uscire in tempi brevi, con la ditta appaltatrice, la Balfour Beatty tra due fuochi mentre si accinge a ultimare i lavori. Il verdetto della Commissione europea sarà esaminato martedì 23 ottobre dal comitato Via della Regione: in quella sede sapremo se ci sono margini per superare l’impasse oppure se tutto sarà rimesso in gioco, compreso l’appalto.

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