Filò dovrà passare dal Via. Il gioco del Monopoli non c’entra, c’entra invece il verdetto dell'Unione europea che quanto meno costringerà a una frenata il cantiere prossimo al traguardo sulla strada parco. Il comitato regionale martedì deciderà come rispondere alla commissione europea, tramite la Presidenza del Consiglio, entro il 29 ottobre. La mancata valutazione di impatto ambientale è uno dei pasticci da sempre contestati dal fronte del No a Filò: il 26 aprile 2011 il Wwf si era appellato all'Ue. Istanza accolta: a renderlo noto è lo stesso Wwf: «La Commissione europea ritiene che i filobus siano inclusi nella categoria di progetto Tram, metropolitane sopraelevate e sotterranee, funivie o linee simili - è lo stralcio della lettera alle autorità nazionali -. Poichè il Phileas è un filobus, la Commissione europea ritiene che esso debba essere sottoposto a screening di Via... a prescindere dall'installazione o meno delle boe magnetiche. Si prega di confermare la disponibilità a sottoporre il progetto Phileas a screening Via e di indicare la tempistica della prevista procedura». L'Ue conferma dunque quanto cristallizzato quest'estate dai consulenti della Procura: nell'attesa, il comitato regionale Via il 3 luglio aveva messo in mora la Gtm a non installare qualunque dispositivo che configurerebbe il filobus a guida vincolata immateriale (la sospensione, di fatto, aveva riguardato solo i magneti).
Morale: potrebbe riaprirsi la fase delle osservazioni. Due almeno i rischi: si allungherebbero i tempi dell'opera che, quasi completata, potrebbe non superare l'esame. Il comitato Via si riunirà martedì; all'odg è stato inserito il punto sulla filovia. «Invitiamo la Regione a un'attenta valutazione circa la possibilità che venga finalmente disposta la sospensione di tutti i lavori e non solo delle boe magnetiche» incalza Loredana Di Paola, Wwf. «Anche l'Europa ci dà ragione: il progetto andava sottoposto a Via - dice Maurizio Acerbo, Prc -. Ho presentato un'interrogazione a Chiodi con cui ripercorro le tappe e metto in evidenza i comportamenti a mio parere omissivi del presidente della Gtm e del direttore del comitato Via: dovrebbero dimettersi».