Approvato dalla giunta Di Primio il programma aggiornato delle opere pubbliche per il triennio 2013-2015 per 70 milioni. Vengono confermati i grandi progetti quali volano per lo sviluppo socio-economico come la realizzazione del sistema di risalita Chieti scalo-Chieti alta con funivia (36 milioni) e di un parcheggio di scambio a metà strada della funivia (8 milioni 750 mila euro), ampliamento del Tribunale con la realizzazione della cittadella della giustizia (9 milioni), ristrutturazione dell’istituto Santa Maddalena (2 milioni) per farne studentato e albergo. Secondo il piano varato, dei 70 milioni, ben 60 sono inseriti nella prima annualità. Il programma proposto all’esecutivo dall’assessore ai lavori pubblici Mario Colantonio, è finanziato con fondi Pisu e della Regione, con progetti di finanza, con un diverso utilizzo dei mutui contratti con la cassa depositi e prestiti.
Il piano contiene, tra l’altro, la riqualificazione di piazza San Giustino (700 mila euro), l’adeguamento sismico di scuole elementari e materne (nei quartieri di Madonna del Freddo, via Amiterno, via Lanciano, via Tricalle), della scuola media Chiarini; la riqualificazione di via Amiterno a Chieti scalo (400 mila), via Toppi in centro storico (400 mila), la sistemazione di viale Abruzzo e via Benedetto Croce allo Scalo (400 mila), la realizzazione di una palestra di quartiere a Brecciarola (300 mila), la riqualificazione di via Sette Dolori, via Cappuccini, via Valera (400 mila, zona piazza Garibaldi), via XXIV Maggio e via della Liberazione (400 mila), un nuovo impianto idrico alla Villa Comunale per la irrigazione automatica delle aree verdi.
Sono previsti anche i lavori del secondo lotto per la sistemazione e messa in sicurezza del collettore idrico di Fosso Santa Chiara e per l’arredo urbano di corso Marrucino; quest’ultimo da anni invocato dai cittadini per le condizioni in cui versa il cuore della città. «Un notevole sforzo quello compiuto dall’amministrazione», sottolinea l'assessore Colantonio. Anche perché non esistono margini per ricorrere a finanziamenti statali mediante l’assunzione di mutui, essendo ormai satura la capacità del Comune di far ricorso alla cassa depositi e prestiti. Colpa, a detta della maggioranza, del «gravoso» ricorso alla banca statale da parte della giunta Ricci. Questa è l’accusa più volte rivolta dall’attuale governo cittadino alla giunta che l’ha preceduta.