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Data: 18/10/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Processo Sanità Chiodi: c’era un buco da 4 miliardi di euro. Testimonia il successore di Del Turco: sono stati usati 528 milioni di euro per scopi diversi dalla sanità

Nel pomeriggio, al processo sanità che conta 24 imputati tra cui molti politici di ambedue gli schieramenti, ha deposto l’attuale presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani (nella foto) chiamato dall’accusa in qualità di presidente della conferenza dei presidenti delle Regioni. Errani si è soffermato sul commissariamento dell’Abruzzo e su un colloquio avuto con l’ex presidente della Regione Del Turco. «Il tavolo di verifica dell’andamento dei bilanci individuò un problema in Abruzzo. Cercai, all’interno delle norme, di verificare se c’erano le possibilità per evitare il commissariamento come sempre accade. Ricordo dei 528 milioni destinati a scopi diversi da quelli sanitari. Ne parlai con Del Turco», ha detto Errani, «e si impegnò a recuperare quella porzione. Del Turco ne era consapevole e mi disse che avrebbe trovato la maniera per ricoprire quelle quote». Il processo sanità torna anche oggi, quando dopo la deposizione del comandate della Finanza Mauro Odorisio, arriveranno in aula per testimoniare altri finanzieri.
di Paola Aurisicchio wPESCARA «Presidente Chiodi, quando si è insediato che situazione ha trovato nella sanità?». Sono le 10.30 quando, nell’aula 1 dove si celebra il processo sanità, l’attuale presidente Pdl della Regione Gianni Chiodi si siede al banco dei testimoni a poca distanza dal suo predecessore del Pd Ottaviano Del Turco. Un faccia a faccia che, durante la deposizione, non ha suscitato nessuno sguardo tra i due – Chiodi ha sempre parlato di «precedente amministrazione», senza mai nominare Del Turco – ma che, una volta fuori dall’aula, ha animato uno scambio di cortesie al vetriolo tra i due governatori contrapposti: «Orgoglioso di quello che ha detto Chiodi», ha ironizzato Del Turco, «sono contento», ha replicato Chiodi. Il presidente è arrivato al processo come testimone chiamato dai pm Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli per rispondere alle domande sul «buco di bilancio e sulla situazione del debito sanitario» a partire dal dicembre 2008, quando Chiodi è stato eletto in seguito alla caduta della giunta Del Turco, l’ex presidente arrestato il 14 luglio di quell’anno. «Debito di 4 miliardi e mezzo». «La sanità abruzzese è stata oggetto di commissariamento», ha iniziato il presidente anche commissario ad acta della sanità. «Si spendeva molto di più rispetto al fondo sanitario nazionale assegnato alle Regioni. Questo ha determinato un debito sanitario molto ampio che ha creato una serie di difficoltà alla Regione». Debito sanitario e piano di risanamento: è di questo che ha parlato il presidente porgendo alcuni numeri al pm Di Florio che l’ha interrogato. «Si è passati da un debito di 530 milioni di euro nel 2000 a un debito di 4 miliardi di euro nel 2008 che, solo per la sanità, era di 2 miliardi e mezzo», ha detto Chiodi. «Il debito è scaturito da una serie di fattori tra cui l’esistenza di 35 ospedali tra pubblici e privati, in alcuni casi cloni e a distanza ravvicinata, da un alto tasso di ricoveri inappropriati e di prescrizioni di farmaci». «Fondi per scopi diversi». Nel settembre 2008 la Regione è stata commissariata con l’arrivo di Gino Redigolo, commissario ad acta per il piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario. «Il commissariamento», ha proseguito Chiodi, «fu il frutto di una destinazione del fondo sanitario nazionale usato per scopi diversi da quelli previsti. Secondo i controlli del ministero sapemmo che dal 2004 al 2007 erano stati utilizzati 528 milioni di euro per scopi diversi da quelli del fondo sanitario. Quella somma è stata, poi, coperta per 115 milioni da Redigolo attraverso 3 decreti, per 160 milioni dai fondi Fas che non abbiamo potuto utilizzare ancora e per cui stiamo pagando rate di 13 milioni annuali». Ha parlato per 3 ore, Chiodi, focalizzandosi su tetti di spesa, controlli e contenziosi che prima, ha detto, «si perdevano con una frequenza incredibile facendoci passare quasi per ignoranti e adesso no». Il pm, che ha definito quei fondi non andati alla sanità come «distrazione», ha domandato poi come funzionava la commissione ispettiva permanente (Cip) sotto la giunta Chiodi e Del Turco. «Dalle nostre Cip», ha detto il presidente, «è emersa una pretesa creditoria da parte della Regione ingente nei confronti delle cliniche private. Riguardo a Del Turco so che le commissioni non hanno portato a termine il loro lavoro». «Lobby trasparenti». I tetti di spesa? «Sui tetti ci sono stati sempre grandi problemi», ha ripreso Chiodi. «Noi abbiamo ritenuto di decurtare i tetti di spesa in relazione alle inappropriatezze rilevate e di non pagare neanche un euro di più del tetto di spesa assegnato. Oggi non è proprio più possibile pagare una clinica privata oltre il tetto di spesa. Sulla sanità privata la Regione deve lavorare molto ma i fornitori devono capire che se vogliono lavorare con noi devono farlo secondo le nostre regole. Occorre fiducia da ambedue le parti oppure il sistema salta. Quando parlo di lobby chiedo che siano trasparenti altrimenti si arriva a una serie di disfunzioni». Infine, ha chiosato: «Quando sono arrivato non c’era conoscenza dei flussi. Non è possibile governare la sanità senza informazioni altrimenti accade ciò che è successo. Se ci fossero state le informazioni non saremmo diventati la prima regione d’Italia commissariata». «Il report secondo Del Turco». E’ toccato a Tommaso Marchese, avvocato dell’Aiop che raccoglie le cliniche private e parte civile nel processo, rivolgere poi alcune domande a Chiodi e, in particolare, su Villa Pini. All’avvocato, Chiodi ha risposto: «La Regione era creditrice da Villa Pini di 83 milioni di euro». Il processo di risanamento della sanità era iniziato anche sotto Del Turco? Hanno mirato a questo le domande conclusive dell’avvocato di Del Turco Gian Domenico Caiazza che, leggendo un rapporto dell’agenzia sanitaria del 2010 sullo stato di salute della Regione, ha domandato: «Tra le cause di diminuzione dei ricoveri possono essere considerate le misure poste in essere a partire dal 2006?». «Non conosco questo report», ha terminato Chiodi, «posso dire che il risanamento del deficit è iniziato con me».

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