Del Turco: «Se ora si parla di risanamento è iniziato con noi»
PESCARA - La scena del processo Sanitopoli è tutta per il governatore Gianni Chiodi, chiamato come teste dall'accusa per parlare dello sfascio della sanità e di quello che ha trovato dopo il suo insediamento nel 2009, dopo la caduta della Giunta Del Turco. Attuale presidente della Regione e commissario governativo ad acta per la sanità, Chiodi ha risposto alle domande della pubblica accusa partendo proprio dal buco di bilancio e dal debito della sanità che si è trovato a fronteggiare.
«Ho trovato una situazione che negli anni ha determinato dei deficit annuali. Si spendeva molto di più rispetto alle risorse assegnate alla nostra regione dal fondo sanitario nazionale. Un fatto che determinò un debito molto alto e grandi difficoltà. Il debito regionale nel 2000 era di 530 milioni di euro, salito a quattro miliardi nel 2008 e, di questi, due e mezzo erano della sanità. Per cui il governo regionale ha aderito e sottoscritto il piano di rientro e poi subìto il commissariamento». Il perché del debito è presto detto. «35 ospedali tra pubblici e privati con distanze spesso molto ravvicinate per un milione e 200mila abitanti, molti con alti tassi di ricoveri inappropriati. Per il privato la situazione era critica, sia sul piano finanziario rispetto ai tetti di spesa, che per la grande conflittualità amministrativa: non c'erano regole, controlli embrionali, una situazione davvero complessa che ha reso questa Regione la prima ad essere commissariata. Ci sono state poi destinazioni di fondi diverse da quelle stabilite dalle norme soprattutto nel 2006: 528 milioni di euro dal 2004 al 2007. Questo significa che il piano di rientro sottoscritto nel 2007 non contemplava queste somme emerse in una fase successiva. Di questi 528 milioni, 115 sono stati recuperati dal commissario Redigolo, poi abbiamo dovuto utilizzare 160 milioni di fondi Fas per poter ottenere 200 milioni di anticipazione di cassa che non ancora utilizziamo e che costano 13 milioni l'anno».
Il pm Di Florio sposta poi l'attenzione sulle inappropriatezze del 2005 da parte delle strutture private. Chiodi: «Dal lavoro della commissione ispettiva permanente è emersa una pretesa creditoria della Regione piuttosto ingente rispetto alle cliniche. La commissione era già stata istituita dal precedente Governo, ma non aveva mai portato a compimento i controlli». «E sui tetti di spesa cosa dice?» incalza l'accusa. E il governatore fa una digressione sui tanti contenziosi persi davanti al Tar «in maniera esagerata» per poi sottolineare la «mancanza di collaborazione che c'è sempre stata tra Regione e privati fornitori, che per legge non devono per forza lavorare con la Regione, ma se lo fanno devono seguire le regole che fissa la Regione. Così stabilimmo che i tetti di spesa per il 2010 venissero quantificati al netto delle inappropriatezze accertate dai controlli». Il governatore tocca velocemente anche il tasto delle lobby: «Quando parlo di lobby, assolutamente legittime in democrazia, chiedo che siano trasparenti, altrimenti si creano disfunzioni che incidono sulla gestione della Regione».
«Governare sempre senza avere informazioni -conclude Chiodi- è impossibile e questo è dimostrato proprio dal fatto che l'Abruzzo è stata la prima regione commissariata. Ecco perché abbiamo istituito i Noc, i nuclei operativi di controllo da marzo 2010, costituiti da funzionari Asl. Avevo anche chiesto, ma non sono riuscito nel mio intento per ragioni sindacali, che gli operatori Asl dediti ai controlli non lo facessero nella Asl di appartenenza, ma in un'altra per evitare rapporti di contiguità».
La domanda della parte civile Aiop, rappresentata dall'avvocato Marchese, sulle inappropriatezze attribuite a Villa Pini, fa scattare la reazione di Vincenzo Angelini quando Chiodi riferisce che il solo dato che ha è quello «sull'insinuazione nel passivo fallimentare della clinica, pari a 83 milioni di euro». «Non è così -salta Angelini- , lei deve dire tutto. Quella istanza non è stata ammessa perché non congrua». La difesa di Del Turco punta invece sul report dell'Agenzia regionale della sanità, fatto acquisire agli atti, dove si dice che la riduzione dei ricoveri è stata possibile anche per i provvedimenti presi già dal 2006, giunta Del Turco.
Scambio di cortesie, fuori dell'aula, tra Del Turco e Chiodi. «Sono molto orgoglioso delle cose che ha detto Chiodi -commenta Del Turco - perché noi gli abbiamo offerto la possibilità di continuare il lavoro di risanamento che avevamo iniziato». «Sono contento di questo -risponde Chiodi- E' una novità per gli abruzzesi che cominciano a sentirsi orgogliosi perchè l'Abruzzo è una Regione virtuosa. Quanto accaduto qui è il frutto di un modo di gestire la sanità che secondo me ha determinato il grosso debito. Nessun governatore ha lasciato un debito inferiore a quello trovato, forse sarò io il primo».