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Pescara, 09/05/2026
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Data: 27/01/2005
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Sotto controllo il rumore prodotto dagli aerei. Il presidente della Saga ha annunciato nel corso di una assemblea che è imminente la procedura per la zonizzazione

Protesta per i problemi legati all'inquinamento acustico e atmosferico. Pareri contrari allo spostamento

Pescara. Per chi vive nella zona dell'aeroporto e non ne può più dei rumori provocati dagli aerei arriva, una buona notizia. E' imminente la procedura per la zonizzazione dell'area aeroportuale, il che vuol dire che questo territorio sarà suddiviso in fasce e saranno fissati dei limiti ben precisi, per i rumori che possono essere prodotti in ogni fascia. Poi saranno effettuati dei controlli, e i rumori saranno misurati per mezzo di alcune centraline. La novità è emersa ieri pomeriggio, nel corso di un'assemblea, al quartiere tre, sul tema "Aeroporto d'Abruzzo: sviluppo e problematiche", convocata dall'assessore comunale Edoardo De Blasio. E' stato il presidente della Saga, Marcello Celi, ad annunciare che «il 9 febbraio sarà assegnato lo studio per la zonizzazione, e una volta ultimato ci sarà l'esame degli interventi da attuare». Quello del rumore è, insieme all'inquinamento atmosferico, uno dei problemi principali di chi vive nella zona dell'aeroporto, e la questione è stata ricordata ieri, da alcuni cittadini che si sono lamentati non solo dell'eccessivo caos, anche notturno, ma pure delle acrobazie di alcuni mezzi, ed hanno messo in evidenza la presenza di alcuni fili dell'alta tensione che vengono sfiorati dagli aerei. E poi c'è anche chi si è visto sfondare il tetto da un cargo russo e non è stato ripagato da nessuno. L'obiettivo dell'aeroporto è uno solo: lo sviluppo. E in 15 anni si punta al raddoppio dei numeri (oggi i passeggeri sono 350mila). Ma qualcuno si chiede se la crescita dello scalo possa e debba avvenire lì, tra Pescara e San Giovanni Teatino, o se invece, si debba pensare alla delocalizzazione, visti i problemi che vengono di volta in volta sollevati. Tra favorevoli e contrari è spiccato il parere di Celi il quale si è detto contrario allo spostamento dell'aeroporto ed ha aggiunto che «la delocalizzazione non sarebbe una soluzione. Qui, o si investe su questa infrastruttura o la perdiamo». Celi ha spiegato che «è in corso un processo di riforma del sistema aeroportuale che potrebbe portare il nostro scalo ad avere un ruolo non secondario, in Italia. Mentre si parla di una riorganizzazione su scala nazionale del sistema non si può parlare, quindi, di delocalizzazione senza sapere quando, dove e perchè, Bisogna, invece, raggiungere un punto i equilibrio, e far sì che l'attività dell'aeroporto sia il meno possibile impattante». E poi non va dimenticato, per Celi, che «l'aeroporto non è una struttura a servizio di un solo punto del territorio ma di un vasto territorio». Con il suo intervento il presidente ha risposto all'assessore De Blasio, il quale ha parlato della necessità di pensare a «dove realizzare un nuovo aeroporto, nel caso in cui i voli dovessero aumentare», al sindaco di San Giovanni Teatino, Verino Caldarelli, che si è battuto a lungo per ottenere la Valutazione di impatto ambientale a garanzia dei cittadini e dice "no" ad una delocalizzazione finalizzata a favorire la cementificazione dell'area aeroportuale, e all'assessore Moreno Di Pietrantonio, il quale ha parlato della necessità di lavorare su "turismo e servizi", giudicando il trasferimento "improbabile".

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