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Pescara, 19/06/2026
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Data: 18/10/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Gabrielli si riferiva a Cialente che è risultato inadeguato». Chiodi: «Sugli aquilani è stato interpretato male»

«Gli emiliani hanno reagito meglio degli aquilani» dice Franco Gabrielli. «La tragedia dell’Aquila si chiama governance e burocrazia» replica, sdegnato, forte anche della voce di tutti i concittadini, il sindaco Massimo Cialente. Unico comune denominatore, per emiliani e aquilani, il dramma di un terremoto. Il capo della Protezione civile, ex prefetto dell’Aquila, da una parte; il sindaco dell’Aquila e tutti gli aquilani, dall’altra. E Gianni Chiodi, in questa sgradevole e irrispettosa polemica, da che parte sta? Governance fino a ieri e oggi messo ancora sul banco degli imputati dal primo cittadino aquilano, sembra scontata la sua posizione, ma così non è. «Credo che Gabrielli sia stato male interpretato - è la sua chiave di lettura -. Probabilmente si riferiva ai rappresentanti degli aquilani, anzi, sono certo che le sue parole non fossero indirizzate agli aquilani, che ha sempre mostrato di apprezzare e ai quali è legato da vincoli di affetto. La mia certezza nasce proprio dal riferimento al territorio, che egli fa più volte, e a un atteggiamento lamentoso, che è stato delle classi dirigenti, di Cialente, della Pezzopane, inadeguati. Le due situazioni, d’altra parte, sono profondamente diverse e Gabrielli, per primo, lo sa. Se non fosse così e davvero l’espressione fosse stata interpretata correttamente, beh, allora, ha detto una castroneria».
Le bordate di Cialente, l’ultima artistica: «Grazie allo sciopero bianco di Chiodi da mesi siamo sospesi nel vuoto, come in un quadro di Chagall», meritano una replica dura. «Cialente è penoso - afferma Chiodi -. Non c’è una governance che funzioni per lui perché la sua incapacità è così evidente. È inadeguato e piagnone. Anzi, tutte le governance gli vanno bene perché così ha sempre scuse e un nemico, ma la sua inadeguatezza è lampante. Avevo proposto al Governo di lasciare tutta la governance a Cialente, così non avrebbe avuto più un paracadute. E mi dispiace dare un giudizio così duro. Sono, però, profondamente deluso dalle ultime accuse che Cialente mi ha rivolto sui fondi. Lui ha partecipato alle riunioni sulla nuova governance, purtroppo è affetto da bifrontismo: in pubblico dice una cosa, nelle riunioni un’altra. Mi attacca anche adesso che non sono più commissario, ben sapendo che la legge mi impone di fare solo rendiconti. Non l’ho mai sentito fare autocritica, sta diventando una macchietta».
Mauro Zaffiri, un cittadino sempre presente alle manifestazioni sulla ricostruzione e sulle tasse, invece, non concede attenuanti a Gabrielli: «È stato scorretto. È arrivato all’Aquila dopo il terremoto quando la Protezione civile ha realizzato le new town e i cittadini non hanno potuto partecipare alla ricostruzione. Gabrielli venga qui a discutere dei problemi legati all’Inps e all’Inail, che stanno mettendo in ginocchio l’intero territorio». Michele Morelli, presidente della Fipe Confcommercio, ammette che, sì, forse, non tutti hanno avuto tempi di reazione da centometrista, ma «Gabrielli ha torto perché mette a confronto un dramma, quello dell’Emilia, con l’apocalisse dell’Aquila, riconosciuta dal suo predecessore, Guido Bertolaso».

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