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Data: 18/10/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Pdl e Pd: via tutte le Province ma c’è anche l’ipotesi a tre

Il piano B discusso in commissione prevede l’accorpamento di Pescara e Teramo Fli e un pezzo di Partito democratico insistono sulla provincia unica. Il 23 il voto in aula

L’AQUILA Sono due le ipotesi di riordino delle Province abruzzesi discusse ieri dalla seconda commissione del Consiglio regionale. Ambedue le ipotesi hanno visto una convergenza tra Pdl e Pd. La prima e più condivisa prevede l’abolizione di tutte le Province, con la contestuale valorizzazione delle competenze dei 7 ambiti territoriali individuati all’epoca della redazione del Quadro di Riferimento Regionale. In subordine, la stessa ipotesi, prevede la costituzione di 3 Province: L’Aquila, Chieti, e Pescara-Teramo. La commissione si riaggiornerà per la mattina di martedì 23 prima del Consiglio regionale che dovrà votare la proposta da comunicare al governo il 24. Restano fermi sulla proposta di istituire una sola provincia i consiglieri regionali del Pd Giovanni D’Amico, Giuseppe di Pangrazio, Claudio Ruffini, Giuseppe Di Luca. In un documento inviato al presidente della seconda commissione consiliare, ribadiscono il proprio orientamento proponendo l’istituzione di una sola Provincia, con l’attuale capoluogo di Regione L’Aquila, comprendente l’intero territorio regionale e chiedendo contestualmente al Governo nazionale l’istituzione dell’area metropolitana Chieti-Pescara «Questa scelta» dichiarano i consiglieri del Partito Democratico, «ha la sua ragione all’interno del percorso che ha portato il Governo alla proposta di riforma istituzionale. La soppressione del carattere elettivo degli organi delle Province e il progressivo svuotamento delle loro funzioni fondamentali, impongono una scelta radicale di riforma del Titolo V della Costituzione, ed in coerenza con tale visione generale della riforma dell’ordinamento, non avrebbe senso in questa fase ridefinire in Abruzzo due o più Circoscrizioni provinciali, alimentando peraltro tensioni istituzionali e sociali destinate ad avere gravi riflessi sul grado di coesione della comunità regionale». «D’altro canto», aggiungono i consiglieri, «l’ipotesi di soppressione di tutte le province a livello regionale, risulta essere pesantemente condizionata da dubbi di legittimità costituzionale, essendo in evidente contraddizione con quanto previsto dall’articolo 114 della Costituzione Italiana, e di fatto, una scelta in questo senso da parte del Consiglio regionale equivarrebbe a rinunciare alla propria facoltà decisionale, rimandando al Governo italiano la riorganizzazione amministrativa della Regione Abruzzo». A favore della provincia unica si è espresso anche il capogruppo del Fli Berardo Rabbuffo, mentre i consiglieri dell’Italia dei Valori hanno ribadito che non parteciperanno alla votazione perché sono per l’abolizione di tutte le Province.

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