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Pescara, 19/06/2026
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Data: 18/10/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Patto Pdl-Pd in commissione «Nessuna Provincia, anzi tre»

L'AQUILA- Ha deciso di non decidere, la commissione Enti locali del Consiglio regionale, sul riassetto delle Province abruzzesi che, in omaggio alla spending review, dovrebbero diminuire da quattro a due. O meglio, una decisione l'ha presa: quella di chiedere all'ufficio legislativo della Regione la praticabilità dell'ultima proposta che arriva da Pd e Pdl, che hanno trovato un'intesa di massima, come auspicato dal capogruppo pidiellino Lanfranco Venturoni: abolizione totale delle quattro Province e valorizzazione delle competenze dei sette ambiti territoriali individuati all'epoca della redazione del Quadro di riferimento regionale. Con una subordinata, la costituzione di tre Province: L'Aquila, Chieti e Pescara-Teramo. Dovranno essere gli avvocati della Regione a dire se è praticabile, dal momento che la prima ipotesi, ossia nessuna Provincia, sarebbe in contrasto con quanto prevede la legge sulla spending review. E' comunque una proposta destinata a suscitare ulteriori, roventi polemiche, anche se questa scelta pare destinata a cadere per mancanza di presupposti legali. Rimarrebbe l'altra, cioè la subordinata che tuttavia scontenta Teramo destinato a cedere sovranità a Pescara. A ben guardare la proposta Pdl-Pd, accettata all'unanimità dalla commissione Enti locali, lascia capire che alla fine potrebbe essere il Governo a dover prendere una decisione, visto che il taglio di due Province è comunque destinato a lasciare il segno. Per ora si aspetta il parere dell'ufficio legale della Regione, mentre la commissione tornerà a riunirsi martedì mattina per valutarlo. E per questo il Consiglio regionale di martedì è stato spostato nel primo pomeriggio.
Sull'intesa, ovviamente, pareri contrastanti. A bocciarla senza riserve è il consigliere Pd Marinella Sclocco, pescarese: «Dico innanzitutto che stiamo dando uno spettacolo pessimo. E poi aggiungo che siamo caduti nel tranello che ci ha teso il Governo che vuol far litigare i territori per poi dire: decido tutto io. Personalmente resto del parere che la scelta del Cal (due province, Pescara-Chieti e L'Aquila-Teramo) sia la più giusta. Le altre posizioni come quella della Provincia unica non portano risparmi economici». Luca Ricciuti, presidente della commissione, è invece convinto che «l'accordo reggerà, ma vorrei precisare che nessuna Provincia non significa Provincia unica, come qualcuno ha proposto, perché danneggerebbe L'Aquila. Se l'azzeramento non è praticabile, c'è la subordinata che è un'ottima scelta». Sulla stessa lunghezza d'onda Emilio Nasuti: «La subordinata è una garanzia. In ogni caso mi pare percorribile anche la strada che prevede l'azzeramento totale delle Province. Aspettiamo il parere dell'ufficio legale». Netto il giudizio del segretario regionale del Pd Silvio Paolucci: «Quella della Regione è una scelta pilatesca. E la responsabilità va al Pdl e al presidente Chiodi che non hanno saputo trovare proposte condivisibili. Voglio ricordare che il Pdl ha i sindaci di tre capoluoghi di provincia e i presidenti di tre Province. Ebbene non sono riusciti a mettersi d'accordo». Per una sola Provincia con capoluogo L'Aquila sono invece i consiglieri Pd Di Pangrazio, Di Luca, D'Amico e Ruffini.

Teramo Nostra sostiene l’iniziativa di Brucchi
accuse a Chiodi: inspiegabile il suo disimpegno

La testardaggine degli uomini e donne di Teramo Nostra è proverbiale. Senza alcuna preclusione di sorta e malgrado i recenti flop, l’associazione teramana che si sta battendo strenuamente perché Teramo non scompaia e non diventi dunque, come asserisce lo stesso Brucchi, «un paesotto» (tra l’altro con mille posti di lavoro in meno), accoglie favorevolmente le dichiarazioni dello stesso sindaco di una marcia sul capoluogo regionale.
Pertanto il 23 prossimo, «tutti all’Aquila» è il motto di Piero Chiarini e soci, ad accompagnare il sindaco Brucchi che manifesterà, con la fascia tricolore addosso, per richiamare l’attenzione del mondo politico regionale e nazionale su uan delicata questione.
L’associazione teramana inscenerà anche un sit-in di protesta organizzato in concomitanza con la seduta del Consiglio regionale «per bloccare i vergognosi tentativi di accorpamento all’Aquila o a Pescara, per noi solo penalizzanti» chiariscono gli aderenti a Teramo Nostra.
«Con la nostra presenza all’Aquila, ricorderemo al Presidente della giunta regionale, Gianni Chiodi, e agli altri assessori regionali teramani, che la nostra città non può essere scippata con il loro complice assenso; senza il capoluogo perderemo enti, strutture e funzioni per oltre mille posti di lavoro, oltre alla nostra identità storica, culturale e geografica».
Per l’occasione, Teramo Nostra organizza un autobus per la trasferta all’Aquila, il prossimo 23 ottobre. La partenza è prevista per le ore 9.30 in piazza Garibaldi; la quota di partecipazione è di cinque euro (contatti: 3387794943- 3928041122- 3335286061).

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