Sui tempi del progetto pesano le incognite legate al verdetto dell’Europa
In attesa che il comitato Via della Regione dica la sua martedì prossimo, va in onda la terza puntata settimanale del caso-filovia. Dopo il verdetto della Commissione europea e la replica di Michele Russo, ora è la volta delle domande rimaste senza risposta e di alcune zone d’ombra sulle quali andrebbe invece fatta piena luce. Il presidente della Gtm afferma che tutti i procedimenti sono stati fatti rispettando la legge e se qualcosa non è in regola le responsabilità sono dei predecessori che hanno compiuto l’intera procedura, dal bando di gara all’assegnazione dell’appalto e dei lavori. Ma il presente racconta che la Procura ha indagato solo lui e non anche Donato Renzetti, al vertice all’epoca dei fatti. Russo afferma, inoltre, che l’Autorità di vigilanza sui pubblici contratti e il Ministero dei Trasporti hanno confermato la non assoggettabilità a procedura di Via dell’impianto filoviario. Dalle carte risulta, che l’Authority ha dichiarato che «i limiti regolamentari d’intervento non consentono all’Autorità medesima di poter interferire nel merito delle decisioni responsabilmente assunte sulla materia dal comitato regionale Via»; il Ministero dei Trasporti, secondo il parere dell’ingegner Elena Molinaro, dirigente della Divisione 5 Tif (ripreso integralmente dai periti della Procura di Pescara), ha sostenuto che «anche una filovia tradizionale, a prescindere dall’applicazione o meno delle boe magnetiche della guida vincolata immateriale in dotazione al Phileas, è finanziabile dalla Legge 211/1992 e, pertanto, è da sottoporre alla procedura di screening ambientale, al fine di evitare di incorrere in eventuali procedure d’infrazione, con l’irrogazione delle sanzioni milionarie previste». Ma da Russo sarebbe opportuno sapere cosa accade ora: se la Via può essere fatta in sanatoria e di quanto si allungano i tempi per la realizzazione del primo tratto di filovia, cosa può fare la Gtm, e con essa la Regione, per evitare la procedura d’infrazione europea (10 milioni di euro di multa). Insomma, ci saremmo aspettati di sapere come si esce dall’impasse, ma su questo il presidente della Gtm non ha risposto. A.F.