La Corte d’appello di Roma ha dato ragione alla Fiom sulla assunzione di 145 lavoratori iscritti al sindacato dei metalmeccanici Cgil nello stabilimento della Fiat di Pomigliano D’Arco. Per il giudice, l’azienda dovrà quindi reintegrare i 145 operai della Fiom. Secondo quanto spiega l’avvocato della Fiom Franco Focareta «la Corte d’Appello con la sua decisione ha rafforzato l’ordinanza del giudice di primo grado, accogliendo il ricorso della Fiom e dando anche un ordine specifico di riammissione dei 19 lavoratori che hanno fatto ricorso in primo grado assieme al sindacato». Inoltre, ha precisato il legale, «la Corte dà ordini dettagliati» alla Fiat per il piano di reintegro che è «immediatamente esecutivo».
«Una buona notizia», commenta la leader della Cgil, Susanna Camusso . E il segretario nazionale della Fiom, Giorgio Airaudo :«Si tratta di sanare una discriminazione e un’ingiustizia».«Già da mesi quella sentenza è esecutiva e ora la Corte d’appello la conferma», aggiunge Airaudo rilevando che «l’iscrizione al sindacato non può essere intesa come elemento di selezione e discriminazione nelle assunzioni. Tutti i lavoratori rimasti fuori devono rientrare, compresi quelli iscritti alla Cgil, anche perché la cig scade il prossimo luglio».
Di avviso opposto Fiat., che ha diffuso una nota in cui «prende atto del dispositivo della sentenza della Corte d’Appello di Roma con cui respinge il suo ricorso avverso alla sentenza del Tribunale di Roma del 21 giugno
scorso. FIP di Pomigliano d’Arco in ordine alle potenziali conseguenze di tale provvedimento non può che richiamarsi a quanto dichiarato il 30 giugno scorso a commento della sentenza di primo grado. Le considerazioni di allora risultano ancor più valide oggi, alla luce del fatto che l’azienda è già stata costretta a far ricorso negli ultimi mesi alla cassa integrazione per un totale di 20 giorni lavorativi, a causa della situazione del mercato automobilistico europeo». In conclusione, «L’azienda ha avviato un accurato esame delle motivazioni della sentenza e si riserva ogni tipo di iniziativa legale di opposizione, incluso il ricorso alla Corte di Cassazione».
Lo scorso 21 giugno il Tribunale di Roma aveva condannato la Fiat per discriminazioni contro la Fiom a Pomigliano disponendo che 145 lavoratori con la tessera del sindacato di Maurizio Landini venissero assunti nella fabbrica. Alla data della costituzione in giudizio alla fine di maggio su 2.093 assunti da Fabbrica Italia Pomigliano nessuno risultava iscritto alla Fiom. Ad agosto la Corte d’appello aveva giudicato «inammissibile» la richiesta della Fiat di sospendere l’ordinanza di assunzione per i 145 iscritti alla Fiom riconoscendo una discriminazione ai danni del sindacato nelle riassunzioni dei dipendenti dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco.