L'AQUILA. Il 97% dei lavoratori precari del Comune, assunti dopo il sisma, ha partecipato allo sciopero proclamato dalla Uil contro il concorsone per la ricostruzione, il cui bando è scaduto lo scorso 11 ottobre, facendo registrare, per i 300 posti in ballo, 36726 domande e 17042 candidati. I dipendenti degli uffici comunali ieri mattina si sono dati appuntamento davanti alla sede di Villa Gioia che, per l'occasione, è stata tappezzata di bandiere e striscioni. Su tutti, quello con la scritta "Con il concorsone addio alla ricostruzione", che letto togliendo alcune lettere suona anche : "Con il concorsone a Dio la ricostruzione". La giornata di sciopero è solo la prima delle tante iniziative di protesta annunciate dai precari, che lunedì prenderanno anche parte all'assemblea convocata nel tendone di Piazza Duomo per discutere della restituzione delle tasse, chiedendo che venga inserito all'ordine del giorno un punto dedicato al problema della ricostruzione: «E' chiaro» ha dichiarato il segretario provinciale della Uil-Fpl Simone Tempesta, «che a causa di questo concorso, le procedure messe in campo in tre anni dai lavoratori aquilani rischiano di finire nelle mani di esterni, con difficoltà di gestione e un conseguente rallentamento, se non addirittura il blocco, del processo di ricostruzione della città e dell'intero cratere». Inoltre, come forte gesto simbolico, i precari sono pronti a riconsegnare le tessere elettorali. E, come noto, la prossima settimana saranno depositati al Tar del Lazio i ricorsi per impugnare il bando. Dopo la manifestazione nel piazzale antistante la sede del Comune, i lavoratori sono stati ricevuti dall'assessore al personale Betty Leone, alla quale è stato chiesto di bloccare le procedure concorsuali. Negativa, come prevedibile, la risposta. «Il Comune poteva gestire in proprio l'assunzione del personale impiegato nella ricostruzione» ha sottolineato Tempesta «e invece con una delibera di giunta ha affidato il concorso nelle mani del governo. Con i risultati che conosciamo. I posti sono solo 300, mentre le persone che lavorano dal post sisma, in tutto il cratere sismico, sono 600. Alla fine ci ritroveremo con un'alta percentuale di disoccupati, come se chiudesse una grossa fabbrica cittadina. Di questo nessuno parla. Il nostro obiettivo è quindi tutelare i livelli occupazionali del nostro territorio». Altro punto discusso durante il confronto con l'assessore Leone, l'eventuale proroga di tre mesi degli attuali contratti a tempo, che scadono il 31 dicembre. Un'ipotesi a cui il governo sta pensando, anche tenendo conto dei ricorsi che potrebbero allungare la tempistica del concorso. «Non comprendiamo» ha rimarcato il segretario regionale della Uil-Fpl Fabio Frullo «come mai non sia possibile prevedere una proroga anche oltre i tre mesi. Secondo l'assessore Leone, il Comune ha le mani legate a causa della mancanza di risorse e deve attenersi a quando deciso dal ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca. Una posizione subalterna, che non possiamo accettare. Speriamo in un intervento deciso almeno da parte del consiglio comunale». Anche la Uil sta valutando se e come impugnare il concorso, rispetto alla mancata concertazione con i sindacati prima dell'emazione del bando. L'assessore Leone, parlando con i lavoratori, ha lasciato aperto uno spiraglio: «Una volta espletato il concorso e visti i risultati» ha concluso l'assessore comunale al personale «valuteremo la possibilità di chiedere al ministro Fabrizio Barca delle proroghe contrattuali settoriali, a seconda delle esigenze».