Sembrava tutto finito un anno fa, il 9 novembre, quando Gianni Letta presentò l’emendamento a sua firma che sancì lo sconto del 60 per cento sulle tasse da restituire e la dilazione in dieci anni. Un traguardo arrivato al termine di due anni di battaglie, anche aspre, per cercare di ottenere gli stessi diritti di Umbria e Marche. In questi giorni sembra di essere tornati di colpo a quei tempi: Inps e Inail ignorano la legge e usano il grimaldello dei dubbi dell’Ue (secondo cui il beneficio potrebbe essere un aiuto di Stato) e la sponda del ministero del Lavoro per chiedere indietro il cento per cento dei contributi non versati - solo all’Abruzzo e non a Umbria e Marche -, concedendo uno sconto nei limiti del de minimis (200 mila euro). Una decisione che ha riacceso il fuoco della rivolta, su cui ha gettato benzina anche la Fornero rispondendo al question time di Lolli (Pd) dicendo, in soldoni, che la misura è corretta visti i dubbi di Bruxelles. E così in attesa dell’assemblea di lunedì in piazza (ore 16,30) nella quale saranno pianificate le azioni di protesta, la città tutta, unanime, si ribella. Umberto Trasatti della Cgil ce l’ha soprattutto con la Fornero: «Come fa un ministro della Repubblica ad occupare quel ruolo se è il primo a chiedere di violare una legge? Mai ci saremmo aspettati una scelta così mirata e diretta verso un territorio terremotato i cui cittadini sono alle prese con i problemi che conosciamo, le cui aziende rischiano la chiusura ed i cui lavoratori saranno chiamati a restituire la parte dei contributi che pensavano di non dover pagare. Un vero e proprio salasso». Il vice sindaco Roberto Riga ha parlato di «terremoto Fornero»: «Non trovo le parole per commentare quanto affermato da un ministro della Repubblica che, per quanto tecnico, ignorando che una legge dello Stato può essere modificata o abrogata solo da un’altra legge e non da circolari, dovrebbe conoscere le ripercussioni che discorsi illegittimi e scellerati hanno su un territorio già straziato dalla forza della natura». Anche le imprese insorgono: «Contrasteremo con ogni mezzo l’applicazione delle misure prese dall’Inps e dall’Inail e arriveremo anche alla massima protesta, se necessario» dice Del Re della Cna. E ancora: «È necessaria una battaglia» (Appello per L’Aquila); «Non pagheremo noi gli errori di chi fa le leggi» (Fabio Spinosa Pingue, presidente di Confindustria); «È forse opportuno, vista la delicatezza della situazione, che la Fornero eviti iniziative personali e sospenda, nelle more di una risposta della Comunità Europea, le disposizioni contenute, dimostrando per una volta di stare dalla parte dei cittadini» (Alfonso Magliocco del Pdl).
Una buona notizia arriva dalla legge di Stabilità: ci sono 900 milioni per sociale, Università, famiglie, giovani e ricostruzione. Le modalità di utilizzo saranno stabilite da un decreto.