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Pescara, 15/06/2026
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Data: 20/10/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Province, il Governo verso il sì alla scelta del Cal. Il centrodestra insiste sull’abolizione dei quattro enti e vuol protestare a Roma

PESCARA - Il centrodestra marcia su Roma impugnando la bandiera dell’abolizione di tutte le Province abruzzesi: è l’annuncio che segue la riunione di ieri della maggioranza in Consiglio regionale. Il capogruppo Pdl, Lanfranco Venturoni: «Ci siamo consultati con dei costituzionalisti, l’abolizione delle Province è possibile e andremo fino in fondo. Inutile parlare di taglio ai costi della politica se poi non tagliamo enti come le Province. A che serve ridurle? A che serve l’associazionismo tra Province? A nulla. Quanto deciso dal Cal è passato a stretta maggioranza, non è rilevante. Dunque, basta: abolizione. Speriamo di trovare una maggioranza, se non qualificata, almeno molto forte in Consiglio. A Roma ci sentiranno».
Sbotta Camillo D’Alessandro, capogruppo regionale Pd: «Avevamo raggiunto un accordo sensato con il Pdl: zero Province ma con sette ambiti territoriali e, in caso di no del Governo a questa soluzione, il permanere delle due Province con i requisiti richiesti, L’Aquila e Chieti, e la fusione delle altre due, Pescara e Teramo. Province zero senza alternative, come ha invece deciso ieri il Pdl, significa ingannare i cittadini. E’ il risultato dell’inconsistenza politica dei sindaci di Chieti e Pescara e dei presidenti delle quattro Province, tutti del centrodestra». A proposito dei quattro presidenti di Provincia: lavorano a una posizione comune che però, attenzione, non sarà quella dei loro colleghi del centrodestra all’Emiciclo.
In tutto questo gran parlare, si evita di considerare la decisione del Cal: due Province, L’Aquila-Teramo e Pescara-Chieti. Ma questa è invece l’unica decisione che, decreto alla mano, il Governo considera: il Governo ha indicato come interlocutore il Cal, non i Consigli nè i gruppi regionali. E tra dieci giorni avallerà, secondo voci di una certa consistenza, la scelta delle due Province. Così i politici abruzzesi che oggi bisticciano potranno presentarsi agli elettori dicendo: amici, ci abbiamo provato ma avevamo le mani legate, se è finita così la colpa è del Governo. E passiamo ad altro.

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