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Pescara, 15/06/2026
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Data: 20/10/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Dirigenti inadeguati? Piccone non parla di noi» Irritazione nel Pdl dopo le parole del coordinatore. Ma la Marsica segue il senatore: «Ok rottamazione»

PESCARA - Il Pdl abruzzese ha digerito malissimo l’intervista rilasciata a Il Messaggero dal senatore e coordinatore regionale Filippo Piccone, che ha bacchettato la classe dirigente e in particolar modo le posizioni contrastanti all’interno del Pdl in tema di Province, annunciando nel contempo l’intenzione di non ricandidarsi al Parlamento. Cattiva la digestione, ma chiaro il tentativo di contenere l’irritazione.
Esempio ne sono le parole del governatore, Gianni Chiodi. «Classe dirigente inadeguata? Beh, se ce n’è una adeguata è proprio quella abruzzese, visti i risultati ottenuti alla guida della Regione e che tutta l’Italia ci riconosce. Io credo che Piccone si riferisse alla dirigenza nazionale del Pdl, è a quel livello che qualcosa non va. Ma il Pdl regionale sta benissimo, altrimenti saremmo di fronte a un’autocritica di Piccone, e non credo la voglia. Posizioni contrastanti sulle Province? Le ha il Pd, non noi». Su questo punto concorda l’assessore regionale Gianfranco Giuliante che, però, a Piccone riserva un puntuto pensiero: «Sulle Province è il Pd ad essere confuso: D’Alessandro, Sclocco e D’Amico hanno posizioni decisamente divergenti. Se Piccone critica il Pdl abruzzese è a dir poco ingeneroso, ma se la sua intenzione era di fare outing allora plaudo all’atto di coraggio. Il Pdl, in Abruzzo, lo guida lui». Pensiero condiviso dal capogruppo pidiellino in Consiglio regionale, Lanfranco Venturoni: «Mi chiedo a chi si riferisse parlando di classe dirigente inadeguata. Il coordinatore regionale del Pdl è lui, se questa è la critica se ne traggano conseguenze. Io spero si rivolgesse al Pdl nazionale, lì sì che c’è caos. Non qui». Chi condivide la leadership regionale del partito con Piccone è Fabrizio Di Stefano, vice coordinatore e senatore a sua volta: «Credo che Piccone intendesse riferirsi al partito nazionale, dove le cose non vanno per il verso giusto, altrimenti sarebbe ingeneroso specialmente verso il gruppo alla Regione che sostiene Chiodi, ne condivide i buoni risultati e sulle Province dà prova di compattezza. Negare questo sarebbe decisamente ingiusto».
Insomma, che le parole di Piccone non siano state gradite dai maggiorenti pidiellini è evidente, ma l’ordine di scuderia è «evitare polemiche e fare i conti più in là». Al momento di scegliere le candidature per il Parlamento, ad esempio. Anche se Piccone ha annunciato l’intenzione di farsi da parte. E la sua Marsica ne sostiene lo slancio pro-rinnovamento: «Il Pdl affonda, serve aria nuova -scrive Alfredo Iacone- A nome di un gruppo di iscritti al Pdl in Marsica esprimo apprezzamento per le dichiarazioni di Piccone che ha manifestato la volontà di aderire in prima persona alla campagna di rottamazione, con sensibilità e capacità politica. Ora altri autorevoli esponenti del partito seguano il vento del rinnovamento. Caro Filippo, grazie!». Hai capito, altro che bel gesto, altro che veltronismo in salsa Pdl: Piccone è diventato il leader del renzismo di centrodestra. Rottamatore prima che rottamato. I maggiorenti del suo partito sorridono a denti stretti.

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