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Data: 31/01/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Ma in busta paga arrivano solo spiccioli. Va meglio agli impiegati che agli operai. Il governo: si guadagna fino a 40mila euro

I primi casi concreti per reddito e tipologia delle famiglie

ROMA. Stime confermate. Vincenzo Visco, viceministro all'Economia, non ha dubbi. «Dalle notizie che abbiamo - dice - sono confermate le nostre stime: fino a 40mila euro c'è un guadagno in busta paga in termini di minori imposte, comprese le addizionali regionali e comunali in vigore nel 2006».
Poi vai sulla pagina web di Repubblica e leggi i commenti inviati dai lettori e pensi: «Ma dove vive Visco?». Leggi le dichiarazioni degli esponenti del centrodestra e ti accorgi che vanno nella stessa direzione dei commenti del forum.
«Gli italiani di oggi avvertono che la busta paga è più leggera e ringraziano il governo per l'aumento del prelievo fiscale», dice Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi.
Gli stipendi dei manager, degli attori, degli sportivi, all'estero non solo sono pubblici, ma oggetto di continue verifiche. In Italia no. Siamo gelosi delle nostre entrate, e spesso bugiardi nel dichiararle. Così se il forum di Repubblica svela un mondo di delusi e «bastonati» dal Fisco, la stessa pagina web, laddove censisce i dati anonimi sui redditi, mostra una realtà opposta.
Il confronto fra le buste paga del gennaio di quest'anno e quelle del gennaio 2006 porta a un guadagno medio di 20 euro e 10 centesimi che in percentuale vale un +1,4%. Il calcolo delle differenze è stato fatto anche in base alla tipologia dell'impiego. I dirigenti perdono in media 4 euro e 70 centesimi, i quadri guadagnano 3 euro e 90 centesimi, gli impiegati 25 euro e 20 al mese, gli operai 13 euro e 60 centesimi.
L'analisi per tipologia famigliare delle dichiarazioni volontarie conferma le previsioni, persino nella «falla» che si presumeva si aprisse in una certa fascia di reddito con almeno due figli e moglie a carico. Così chi vive da solo dichiara un guadagno medio di 19 euro e 20 centesimi, chi ha il coniuge a carico 24 euro e 60, chi il coniuge e un figlio 24,10. La «falla» si presenta in tutta la sua gravità quando si calcolano i benefici per chi ha moglie e due figli a carico. In media sono 13 euro e 50 centesimi.
Abbiamo chiesto una verifica all'ufficio paghe di una azienda editoriale medio grande (oltre 200 dipendenti). I dati raccolti sono in linea sia con le dichiarazioni spontanee, sia con le previsioni del governo. Un operaio con coniuge e figlio a carico che nel gennaio 2006 aveva preso 1738 euro quest'anno ne ha guadagnati 1777 (scordandosi di riempire il modulo per gli assegni familiari), un altro operaio con moglie e due figli a carico è passato da 2mila 28 a 2mila 105 euro. Un impiegato con 2 figli a carico solo al 50% da 1397 a 1457 euro di stipendio. Poi c'è il caso del giornalista con moglie che lavora, due figli a carico al 50%. Lo scorso anno aveva guadagnato 2469 euro, quest'anno si è trovato in busta 2472 euro. «Il suo imponibile Irpef lordo - osservano in amministrazione - è proprio intorno ai 40mila euro l'anno, ovvero la soglia oltre cui i benefici scompaiono».

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