Pubblichiamo la lettera inviata dal capo della Protezione civile Franco Gabrielli ai parlamentari Lolli e Benamati.
Gentile Onorevole Giovanni Lolli, Gentile Onorevole Gianluca Benamati, mi rendo conto che pochi minuti di intervista radiofonica siano risultati insufficienti per descrivere con puntualità il complesso contesto di cui mi è stato chiesto un giudizio e del mio conseguente pensiero, anche se si è trattato di riproporre affermazioni da me fatte pubblicamente numerose volte negli ultimi anni, anche in terra abruzzese. A ciò si sono sommate le successive e fuorvianti interpretazioni che, decontestualizzate, hanno arrecato ancora più confusione. Le mie dichiarazioni, di cui peraltro esiste incontestabile registrazione, fanno seguito a una precisa domanda del conduttore (dopo aver affrontato il tema delle donazioni): "Grande fiducia all'Emilia, purtroppo invece il sindaco dell'Aquila è molto sfiduciato per quanto riguarda la sua città e quella zona e dice 'Tutto fermo per la ricostruzione nel 2012, praticamente non si è mossa una gru'".
Dichiarazioni di questo tenore fatte dal sindaco de L'Aquila le sento da molto, troppo tempo; all'inizio è stata la lamentazione che ha avuto come obiettivo l'asfissiante Bertolaso con la sua prevaricante Protezione Civile, poi è passata a colpire l'inetto Chiodi - strumento di chissà quale disegno centralista - per arrivare ai più recenti strali lanciati all'indirizzo del Presidente Monti, giudicato, sempre dal Sindaco Cialente, peggio del Presidente Berlusconi (di tutto ciò esiste copiosa rassegna stampa). Peccato che queste critiche abbiano avuto percorsi altalenanti, all'interno dei quali c'è stato un tempo in cui si è rimpianto l'intervento della Protezione Civile quando serviva ad attaccare il Presidente Chiodi. Peccato che a Palazzo Chigi per lungo tempo ci sia stato un uomo, Gianni Letta, che difficilmente potrà essere rimproverato di disinteresse verso le questioni Aquilane. Peccato che il modello "commissariale" - poi così veementemente ripudiato - vedesse nella cabina di regia personalità solo abruzzesi: come Commissario il Presidente della Regione Abruzzo; come Commissario con funzioni vicarie, in una fase iniziale, anche lo stesso Sindaco de L'Aquila; come Capo della struttura di missione un Architetto fortissimamente voluto dallo stesso Sindaco e forse da qualcun altro a lui vicino. Stante questo quadro, e fatta, da parte mia, al conduttore della trasmissione la doverosa premessa che "i ritardi a L'Aquila sono dovuti a una serie di concause", mi sembrava doveroso rispondere richiamando un concetto ovvio, ricordato da tutti gli analisti che si occupano di ricostruzione: il ruolo imprescindibile e decisivo dei territori e, in primis, delle loro Istituzioni. Da circa due anni e forse più, in esternazioni pubbliche anche in terra d'Abruzzo, ho sottolineato come il male più pernicioso nella fase post sisma Aquilana, al di là della complessità della situazione e degli strumenti messi a disposizione, era la progressiva mancanza di una coesa determinazione assolutamente necessaria in certi frangenti (elementi tutti richiamati da un articolo di Parisse sul Centro di venerdì 19 ottobre, che allego). Di converso, nella mia recente esperienza emiliana ho potuto apprezzare una grande coesione - che non è data solo dall'omogeneità di schieramenti politici - che coinvolge pezzi importanti della società, dai sindacati agli imprenditori, dai professionisti alla gente comune. Mai ho preteso di dare pagelle alla popolazione, mai ho pensato di fare classifiche dei dolori patiti; forse, Onorevole Lolli, dimentica che per tredici mesi, senza un giorno di abbandono del territorio, ho condiviso con la Sua gente dolori, speranze e angosce.Per tutto ciò, anche il solo dubbio che altri fossero i miei intenti mi amareggia e mi indigna. Tutto il resto, invece, mi sembra difficilmente contestabile, a meno che anche Voi crediate, ad esempio, alla tanto pubblicizzata sospensione dei diritti Costituzionali o cose di pari amenità, e nel qual caso mi verrebbe da chiederVi: dove eravate?
Franco Gabrielli
(*) Capo della Protezione Civile