PESCARA Il dirigente della Regione Abruzzo, Antonio Sorgi, verrà interrogato giovedì prossimo in relazione alla mancata procedura di screening sul progetto della filovia lungo la strada parco. Sorgi è già iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta della procura della Repubblica di Pescara per l’omessa valutazione di impatto ambientale (Via) sull’opera che dovrebbe collegare Pescara a Montesilvano. Ora dovrà comparire per essere sentito dagli inquirenti. Secondo il pm Valentina D’Agostino, il dirigente regionale, in qualità di presidente della commissione di impatto ambientale, agendo in concorso con il presidente della Gtm Michele Russo, e con Pierdomenico Fabiani responsabile unico del procedimento, «pur essendo consapevole che l’opera in corso, in quanto sistema di trasporto a guida vincolata, necessitava di essere sottoposta a procedura di screening ai fini della valutazione ambientale, consentiva l’esecuzione e la prosecuzione delle opere in assenza di procedura di screening». Nei giorni scorsi, la commissione europea aveva deliberato, in accoglimento dell’istanza del Wwf locale, la necessità della valutazione di impatto ambientale dell’impianto filoviario, includendo i filobus nella categoria di «progetto tram, metropolitane sopraelevate e sotterranee, funivie o linee simili di tipo particolare, esclusivamente o principalmente adibite al trasporto di persone della direttiva Via». Secondo l’accusa, lo scorso 3 luglio, «anche in seguito all’attivazione della procedura di infrazione comunitaria per violazione della normativa in materia di Via, Sorgi, in qualità di presidente della commissione, consentiva la prosecuzione delle opere, limitando la sospensione alla posa in opera dei soli dispositivi che farebbero configurare il sistema proposto a guida vincolata immateriale». «Attraverso tale condotta», sostiene la procura, «intenzionalmente procurava un ingiusto vantaggio patrimoniale alle società aggiudicatrici dell’appalto, le quali potevano iniziare ad eseguire le opere senza che il progetto preliminare fosse sottoposto alle necessarie fasi di verifica, comportanti, tra l’altro, la pubblicazione e la sottoposizione del progetto preliminare alle osservazioni dei soggetti interessati, e in particolare dei numerosi comitati di cittadini contrari all’esecuzione dell’opera, con danno per la Regione Abruzzo che si vedeva sottoposta a procedura di infrazione». A sollevare la questione, lo scorso luglio, il Centro, in una serie di articoli in cui si spiegava come «ampie discussioni sulla stampa» avrebbero sostituito, per la Regione Abruzzo, la mancata procedura di screening sul progetto della filovia.Lo screening è una procedura codificata dalla legge da fare nel momento del progetto preliminare, e comporta un rapporto ambientale, l’avviso sul Bura e la possibilità per i cittadini, nell’arco dei 45 giorni successivi, di fare osservazioni. Nel luglio del 2008, il comitato Via si è riunito e ha definito che tale procedura, in questo caso, non serviva. «Ho presentato nei giorni scorsi un’interpellanza a Chiodi con cui ripercorro le tappe di questo scandalo», ha commentato Maurizio Acerbo di Rifondazione, «e metto in evidenza i comportamenti a mio parere omissivi del presidente della Gtm e dello stesso direttore Sorgi, chiedendo la rimozione dagli incarichi per entrambi. Va anche chiarito il fatto che Sorgi ha comunicato alla commissione europea che lo screening sul progetto era stato svolto».