Chieti Alle undici in punto la città incrocerà le braccia mentre, poco prima, verrà formato un presidio in piazza Vico. I presenti, subito dopo, muoveranno in corteo fin sotto al palazzo della Provincia lungo corso Marrucino. La città questa mattina si ferma con una serrata organizzata dal comitato civico a difesa di Chieti e della sua Provincia. «Ci aspettiamo una grande partecipazione popolare» afferma Marcello Michetti, presidente del consiglio comunale «anche perché la manifestazione è apolitica e del tutto pacifica. Vogliamo solo salvaguardare il futuro della nostra città». Minacciato dal riordino delle Province imposto dalla spending review. Domani il consiglio regionale si esprimerà sullo scottante argomento e girerà al ministero la proposta definitiva dell’Abruzzo. Al momento restano in piedi diverse ipotesi tra cui quella avanzata dal Consiglio delle autonomie locali (Cal) che prevede la formazione di due sole Province, L’Aquila- Teramo e Chieti-Pescara, con quest’ultima indicata come nuovo capoluogo di provincia. Una soluzione che porterebbe, secondo il comitato presieduto dal presidente della Camera di commercio teatina Silvio Di Lorenzo, alla definitiva desertificazione di Chieti. «Lo status di capoluogo» spiega Michetti « è fondamentale per mantenere in città la sede di ottanta uffici di emanazione statale e provinciale. Senza il titolo di capoluogo Chieti perderebbe in un batter d’occhio, tra le altre cose, le sedi della prefettura, della questura e della motorizzazione». Sarebbe una vera catastrofe, quindi, considerando che l’unica vocazione rimasta alla città, Università a parte, è proprio quella di ospitare numerosi uffici pubblici. Reatà che garantiscono un movimento di almeno tremila persone al giorno. «Parliamo di gente che gravita sul Colle e sullo Scalo» aggiunge Michetti « regalando economia alla città». Non a caso alla serrata di stamane hanno aderito anche le associazioni dei commercianti. Nello specifico Confcommercio ha invitato i negozi ad abbassare le saracinesche alle 11 ed ha distribuito una locandina già visibile nelle vetrine delle attività commerciali teatine. Proprio il commercio locale incassa la solidarietà dei gruppi consiliari del Pd in Comune e Provincia. «Siamo vicini alle attività economiche teatine che protestano con forza perché la città di Chieti non perda lo status di capoluogo di provincia. Chieti, oltre L’Aquila, è l’unica Provincia in Abruzzo» dicono in coro Alessio Di Iorio e Camillo D’Amico, rispettivamente capigruppo comunale e provinciale del Pd «ad avere i requisiti per non essere sottoposta a riordino. Rischiare di perdere il ruolo di capoluogo è una beffa che non possiamo permetterci». Qualora il voto del consiglio regionale di martedì dovesse penalizzare Chieti, il Pd teatino si appellerà ai vertici nazionali del partito. «Ci rivolgeremo al nostro segretario politico Pierluigi Bersani ed ai capigruppo di Camera e Senato, Dario Franceschini ed Anna Finocchiaro, ai quali chiederemo un immediato incontro per rappresentare le ragioni di Chieti capoluogo e della sua Provincia. Nel frattempo auspichiamo che il governo regionale» aggiungono Di Iorio e D’Amico «attivi un tavolo di concertazione per ottimizzare i servizi in provincia».