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Data: 22/10/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Commissione Grandi rischi ore di attesa per la sentenza

«Processo alla scienza», 275 testimoni e l’attenzione degli esperti

Ancora un po’ di ore e dalla piccola aula del tribunale di Bazzano, dove a malapena c'è posto per tutti gli avvocati, uscirà nella giornata di oggi una sentenza importante, che farà entrare nella storia il capoluogo di regione, dopo che i pm Fabio Picuti e Roberta D’Avolio sono riusciti a portare alla sbarra i sette membri della commissione Grandi rischi, dando vita a quello che per alcuni è il «processo alla scienza». È datato 4 giugno 2010 il terremoto giudiziario, quando dalla sezione di polizia giudiziaria della polizia di Stato e dalla squadra mobile della questura dell’Aquila partirono le auto degli agenti dirette in varie parti d’Italia per notificare nei luoghi di lavoro dei sette membri della commissione Grandi rischi gli avvisi di garanzia.
Altra data storica il 20 settembre dello scorso anno quando a sfilare nella piccola aula di udienza, nella prima udienza dibattimentale, amici, genitori, fratelli di chi ha perso la vita tra le macerie del sisma insieme. Ben 275 testimoni tutti a raccontare, davanti al gotha dei penalisti italiani, la settimana prima del terremoto, la loro paura, e cosa cambiò dopo le parole degli esperti, sismologi, ingegneri, dirigenti della Protezione civile che parteciparono alla riunione della commissione Grandi rischi, all’Aquila il 31 marzo 2009, sei giorni prima del terremoto.
Un verdetto tanto atteso non solo per le vittime ma anche per tutta la comunità scientifica internazionale che, in una lettera inviata al presidente della Repubblica, aveva espresso tutta la solidarietà a Bernardo De Bernardinis (allora vice capo della Protezione civile), Franco Barberi (presidente vicario della commissione Grandi rischi), Enzo Boschi (fino alla scorsa estate presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Ingv), Giulio Selvaggi (direttore del Centro nazionale terremoti dello stesso Ingv), Claudio Eva (ordinario di fisica all’università di Genova), Mauro Dolce (direttore dell’ufficio rischio sismico di Protezione civile) e Gian Michele Calvi (presidente della Fondazione Eucentre di Pavia). Previste questa mattina le repliche dei pm Picuti e D’Avolio, mentre nulla si sa delle parti civili. Poi il ritiro in camera di consiglio del giudice Marco Billi. Salvo imprevisti, la sentenza è prevista in tarda serata.

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