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Pescara, 17/06/2026
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Data: 23/10/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Caro Gabrielli lo ammetta, la ricostruzione è stata un fallimento di Massimo Cialente (*)

Nel 2011 non c’è stato un cantiere se è vero, come è vero, che nella nostra provincia tutti i lavoratori edili erano in cassa integrazione e, se e vero come è vero, che si è voluto perdere tempo sul centro storico con la ridicola interpretazione che Chiodi e Fontana davano del piano di ricostruzione, con il chiaro intento di bloccare o ritardare la ricostruzione. Su altri aspetti dei piani di ricostruzione, indaga la magistratura.
Si sarebbe potuto partire prima e oggi saremmo più avanti; le piccole imprese sarebbero state pagate e non avrebbero dovuto impegnare le proprie risorse e i capitali familiari per reggere la situazione.
Il tutto, mentre Chiodi ha rimandato a Roma 447 milioni di euro impegnati e mai trasferiti. È vero, definii Monti peggiore di Berlusconi, quando mi piovve addosso l’ennesima ordinanza sbagliata, contraddittoria. E fu utile.
Perché quella notte stessa potei illustrare al premier la situazione reale. E Monti capì e decise! La verità, ed è questo il fallimento vero del Governo Berlusconi, è la pesante imposizione della Protezione civile, quella di andare a un commissariamento assoluto, che ha tolto qualsiasi ruolo a enti e istituzioni locali.
Oltre me, vorrei che dalla stampa lo stesso Gabrielli leggesse il durissimo attacco che partì da uno dei sindaci esponenti del centrodestra, quale il sindaco Biondi di Villa Sant’Angelo, che gridò un «basta al commissariamento» grande come le case e i cumuli di macerie che non riesce a smaltire.
Che questo sindaco litigioso avesse ragione, lo ha stabilito, alla fine, anche il governo Monti, licenziando il commissario Chiodi e Fontana, nel mese di marzo. E se Chiodi non avesse chiesto di restare, per gestire la campagna dell’unico suo sodale in città, De Matteis, forse oggi saremmo più avanti.
Caro prefetto Gabrielli, la città ha capito tutto, tant’è vero che mi ha rinnovato la sua fiducia, bocciando pesantemente proprio chi portava avanti le posizioni che oggi lei ancora sostiene.
Vede caro prefetto, all’Aquila, dei cittadini saranno processati per aver violato la zona rossa con delle carriole. Ho letto il verbale di sequestro della carriola incriminata; una vecchia carriola bicolore, che viene descritta nei minimi dettagli, compresa la ruggine. Denunciarli fu una sua scelta.
Le assicuro che leggendo quel verbale, verrebbe spontaneo farsi una risata, perché, va da sé che le cose ridicole facciano ridere. Ma purtroppo non ci riusciamo, perché noi stiamo vivendo una tragedia, e la colpa è di chi ha pensato bene di fare della ricostruzione un fatto privato e centralizzato, cancellando i cittadini. E quando questi cittadini o il sindaco, si sono giustamente arrabbiati, o li si attacca o li si processa.

(*) Sindaco dell’Aquila

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