Accesa riunione della direzione Pd. Vertice a quattro tra Di Giuseppantonio, Testa, Di Primio e Albore Mascia
PESCARA - E’ caos sul riordino delle Province, indipendentemente dalla decisione che sarà assunta oggi in Consiglio regionale. A creare nuove divisioni, anche all'interno degli stessi partiti, hanno pensato le indiscrezioni sul nuovo decreto del Governo Monti, dato ormai in dirittura d'arrivo.
Indiscrezioni che confermano quanto da noi anticipato nei giorni scorsi. Per l'Abruzzo, infatti, l'indicazione sarebbe la stessa del Cal, il Comitato delle autonomie locali: accorpamenti in due Province, Pescara-Chieti e L'Aquila-Teramo. Soluzione che non piace alla maggioranza Chiodi (il Pdl propone la cancellazione di tutte le Province) e riapre una discussione vivace anche nel Pd, dove ieri si è discusso a lungo nel tentativo di rendere conciliabili le varie posizioni: tre per l'esattezza, dall'azzeramento totale alla ricomposizione del territorio nelle tre Province di Chieti, L'Aquila e Pescara-Teramo, passando per la stessa proposta del Cal che il Governo condivide. La riunione del direttivo regionale del Pd, ieri alle 18 a Pescara, è stata preceduta da un pre-incontro, convocato prima a Sulmona e poi spostato all'Aquila, tra il senatore Giovanni Legnini e il gruppo regionale democrat assente però Marinella Sclocco, il consigliere di Pescara, che ha motivato l'assenza con ragioni professionali ma si è presentata poi puntualmente al vertice delle 18, che è stato molto acceso e che si è concluso con un dubbio: il Pd potrebbe non votare in Consiglio.
Tentativi dell'ultima ora per liberarsi dalla morsa dei campanili anche nel centrodestra. Sempre nella serata di ieri, i due presidenti delle Province di Chieti e Pescara, Enrico Di Giuseppantonio e Guerino Testa, e i sindaci Umberto Di Primio e Luigi Albore Mascia, si sono incontrati a cena per parlare non solo di capoluogo ma soprattutto del destino degli uffici periferici dello Stato, dove si gioca la vera partita della spending review.
Le novità che sarebbero contenute nel nuovo decreto non si fermano, del resto, all'accorpamento e alla soppressione degli enti intermedi. Per accelerare la riforma ed evitare trabocchetti a ridosso del voto per le politiche, il Governo avrebbe deciso di commissariare tutte le Province, a partire dal luglio 2013 sino alla scadenza naturale della legislatura. Si tratta solo di decidere se i commissari saranno nominati dai prefetti o se coincideranno con la figura dei presidenti uscenti delle amministrazioni provinciali. Secondo l'Upi (Unione province italiane) è improbabile che il decreto sia varato prima del pronunciamento del Consiglio di Stato sui ricorsi contro la legge di riordino. Ma la data della sentenza è vicinissima: il 6 novembre.
Di Giuseppantonio cerca di gettare acqua sul fuoco: «Al momento non c'è nulla di ufficiale sul nuovo decreto, si tratta solo di ricostruzioni giornalistiche». E sempre a proposito di indiscrezioni, il presidente della Provincia di Chieti avrebbe i bagagli pronti per altre destinazioni, comunque vadano le cose: nei prossimi giorni dovrebbe infatti rassegnare le dimissioni dalla guida dell'ente per la candidatura in Parlamento nelle fila dell'Udc. Anche il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa resta in posizione di attesa: «L'Upi non ha ancora la bozza del Governo sul provvedimento di riordino, per cui mi attengo alle notizie di stampa che parlano di un accorpamento tra Pescara e Chieti. Ad oggi, alla luce del dibattito che si è svolto in questi mesi, mi sembra la soluzione più logica. L'obiettivo vero è però quello di salvaguardare i servizi».