E’ convocato per oggi il comitato Via della Regione obbligato a un nuovo pronunciamento sulla valutazione d’impatto ambientale per il Filò, il filobus sulla strada parco: difficile ribadire il no, affermato finora con tanta ostinazione, alla luce della doppia bocciatura arrivata da Procura e Unione europea alla procedura adottata. Pareri che ridanno fiato e speranze al Wwf e ai comitati popolari anti-filovia, tempestivi ieri nel rilanciare le loro richieste: «Stop immediato ai lavori della filovia, abbandono del progetto sbagliato e astensione dell’architetto Antonio Sorgi da qualsiasi altra decisione sul progetto del Filò in seno al comitato Via della Regione, da lui presieduto» ha detto Augusto De Sanctis.
Di pari passo con la verifica di Bruxelles ha viaggiato in estate l’attività investigativa della Procura, sfociata prima negli avvisi di garanzia al presidente Russo e al dirigente Fabiani della Gtm (azienda che segue l’appalto del Filò per conto della Regione) e poi nel coinvolgimento dello stesso architetto Sorgi, anch’egli iscritto nel registro degli indagati.
Analoghe le motivazioni del provvedimento tecnico e di quello giudiziario: contrariamente a quanto da sempre sostenuto da Sorgi e dalla Regione, il progetto della filovia avrebbe dovuto essere sottoposto a Valutazione d’impatto ambientale, dice oggi la Ue. «La normativa - spiega Augusto De Sanctis - fa espressamente riferimento a filovie, impianti tramviari su rotaia e dunque a guida vincolata. Non si comprendono le ragioni per le quali tale situazione sia sempre stata negata per il Filò: la Via era obbligatoria già dal 2008». De Sanctis ha ricostruito la battaglia legale e ambientalista contro la filovia, affiancato ieri dal presidente del Wwf Abruzzo, Luciano Di Tizio, e Loredana Di Paola. «Non potevano non sapere, tanti e ripetuti sono stati i nostri esposti e prima ancora erano state numerose le segnalazioni da parte nostra per chiedere la Via» dice De Sanctis, che rigetta le giustificazioni di Sorgi.
«Il nostro esposto è stato presentato in Procura nel marzo 2011 ma già ad ottobre 2010 avevamo sollecitato il comitato della Regione a procedere con la valutazione d’impatto ambientale per il filobus». Considerazioni che come detto, sempre secondo il Wwf, chiamano in causa anche il presidente della Gtm, Michele Russo, che finora s’era difeso limitando la sua sfera di competenza alla cabina di regia dell’appalto.
Commissione europea e Procura la pensano diversamente alla luce delle contestazioni sulla procedura e degli avvisi di garanzia inviati. «Solo nell’aprile scorso la Commissione europea ha chiesto chiarimenti sula procedura d’appalto - ha aggiunto De Sanctis - e a luglio c’è stato il blocco dei lavori, che la Gtm ha limitato alla sola installazione dei magneti, fondamentali per la guida vincolata. Il resto, tra palificazione e impianti elettrici, è invece stato portato avanti a nostro avviso in modo illegittimo. Tant’è che proprio sui pali l’Ue ha voluto vederci chiaro».
Trovare una via d’uscita, secondo De Sanctis, è ancora possibile, ma con una premessa: «In Italia non esiste norma che consenta la Valutazione d’impatto ambientale ins anatoria, dunque in base al parere della Commissione Ue si dovrebbe smontare tutto e ripristinare lo stato dei luoghi. Più realisticamente - aggiunge - si potrebbe ridimensionare il progetto di trasporto pubblico rendendolo meno impattante. C’è la soluzione per non perdere i finanziamenti - ha concluso De Sanctis -, scongiurare azioni risarcitorie e completare l’opera salvando la strada parco».