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Pescara, 15/06/2026
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Data: 23/10/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Il Wwf: bisogna abbandonare il progetto di Filò. L’associazione ambientalista: chi si è reso responsabile degli errori si astenga da qualsiasi altra decisione

PESCARA Il Wwf torna ad alzare la voce su Filò e i suoi permessi. A pochi giorni dal parere della Commissione Europea, che ha ritenuto fosse necessaria la Via (valutazione di impatto ambientale), per la realizzazione dell'impianto filoviario e all'indomani dell'iscrizione nel registro degli indagati del dirigente della Regione Abruzzo Antonio Sorgi, da parte della procura della Repubblica di Pescara, l'associazione ambientalista fa un unico appello: «Fermate i lavori, abbandonate il progetto, e chi si è reso responsabile degli errori commessi si astenga da qualsiasi altra decisione sulla filovia». Nel frattempo, per oggi all'Aquila è convocata la Commissione regionale Via: all'ordine del giorno ci sarebbe, tra gli altri argomenti, Filò. Le ragioni di tale dissenso il Wwf le ha espresse ieri mattina attraverso i suoi rappresentanti sul territorio Augusto De Sanctis, Loredana Di Paola e il presidente, Luciano Di Tizio. «Le conclusioni della Commissione europea sono state uguali alle nostre», hanno detto, «la Valutazione di impatto ambientale era necessaria, d'altronde la legge è chiara. Il nostro primo esposto sull'argomento è partito a marzo 2011, ma già sei mesi prima gli enti competenti erano stati avvisati, e nessuno ci ha risposto. Il presidente Sorgi, il presidente della Gtm Michele Russo e il suo predecessore Renzetti in tutti i modi hanno cercato di non ammettere ciò che era evidente, anche solo leggendo le poche righe delle norme», si legge in una nota dell'associazione. Ora, sostengono gli ambientalisti, è impensabile che si proceda a una valutazione di impatto ambientale «in sanatoria», cioé a posteriori. «Il Consiglio di Stato si è espresso più volte sull'argomento escludendo tale possibilità, perché la Via è propedeutica a qualsiasi autorizzazione e poi anche perché l'opera così come è oggi ha già alterato lo stato dei luoghi, visto che i lavori sono stati continuati». L’associazione ambientalista Wwf, data l'ingente spesa di risorse pubbliche, non esclude un possibile ricorso anche alla Corte dei Conti. La soluzione, però, gli ambientalisti l'hanno pensata: «Non spetta a noi dare risposte», ha precisato De Sanctis. «Ma riteniamo che il progetto attuale vada abbandonato. Deve avvenire il ripristino dei luoghi, e bisogna pensare a una struttura che non preveda la valutazione di impatto ambientale. Dopodiché», ha concluso, «bisogna aprire una trattativa con il Ministero per cercare una soluzione realizzabile. Innanzitutto, però, è fondamentale che i responsabili degli errori che sono stati fatti fino ad oggi si mettano da parte, e che si astengano dal prendere qualsiasi decisione sull'argomento». Oggi, intanto, in Regione l'apposita Commissione dovrebbe discutere della materia, e dei suoi possibili sviluppi.

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