Trasporti. Chiesti l’azzeramento del progetto così com’è e l’esclusione degli indagati Russo (Gtm) e Sorgi (Regione)
La via d’uscita per salvare la filovia c’è ed è il Wwf a proporla alla Regione alla vigilia della riunione del comitato regionale Via, ma a due condizioni. «La prima - rivela Augusto De Sanctis, responsabile provinciale dell’associazione ambientalista - è quella di azzerare il progetto portato avanti finora, ripristinando le condizioni iniziali esistenti sulla strada-parco. Ci si può arrivare soltanto eliminando i pali e i fili per dare spazio a un mezzo elettrico». La seconda condizione non è meno stringente: «Chiediamo alla Regione che i soggetti responsabili del pasticcio, Sorgi e Russo, non si occupino più della filovia, anche alla luce del verdetto della Commissione europea e delle iniziative della Procura che hanno indagato entrambi per reati molto gravi. E a Sorgi, inoltre, chiediamo di astenersi d’ora in poi dal presiedere il comitato Via». O così o pomì, una terza via (scusate il bisticcio) non esiste, lo sottolinea anche il presidente del Wwf Abruzzo Luciano Di Tizio: «Sia ben chiaro che nessuno di noi è mai stato ed è contrario alla filovia, e spero proprio che nessuno provi ancora a strumentalizzare il caso mettendo contro i cittadini. Noi siamo contro questo modo di realizzare un impianto filoviario, mentre siamo ben lieti di vedere un mezzo ecologico che renda un servizio utile ai cittadini e sia compatibili dal punto di vista ambientale, alleggerendo il traffico veicolare». Quando parla di pasticcio a più mani, De Sanctis si riferisce anche ad altri personaggi: «La decisione del 2008 del comitato Via di escludere la Valutazione d’impatto ambientale era sbagliata e si è proseguito imperterriti sulla strada errata». Poi De Sanctis rivela un retroscena: «Il 3 luglio, il comitato Via presieduto sempre dal dirigente Sorgi, a seguito di una specifica richiesta della Procura, non provvedeva a sospendere del tutto i lavori, ma imponeva solo di evitare di installare materiale relativo alla guida vincolata "immateriale". In realtà, Sorgi era a conoscenza almeno da quattro mesi che la Commissione europea aveva posto espliciti quesiti alla Regione sull’installazione dei pali e dei fili. Fin da allora era del tutto evidente che la partita si sarebbe giocata sui pali e non sui piccoli magneti. Non sappiamo se tutti i presenti quel giorno furono avvertiti dell’esistenza di tale corrispondenza». E allora si torna alla proposta, l’unica che il Wwf ritiene fattibile per uscire dall’impasse: «In relazione agli sviluppi futuri di questa opera - conclude De Sanctis - riteniamo, dopo un’attenta analisi della normativa e della giurisprudenza (Consiglio di Stato e Corte di giustizia europea) che è del tutto impossibile procedere ad una Valutazione di impatto ambientale "in sanatoria", come ancora sostiene qualcuno e in Italia tale norma semplicemente non esiste». Una grana in più per i componenti del comitato regionale Via che si riuniscono oggi stamane a L’Aquila: chi se la sente di scottarsi con la patata bollente?
E i danni chi li paga? In ballo milioni di euro
Questione in sospeso
«Cosa succederebbe se migliaia di abitanti in quella zona presentassero richiesta di danni alla Regione nel caso si svolgesse una Via in sanatoria, e dunque illegittima?». La domanda inquietante del Wwf non è la sola che merita una risposta. Ce ne sono altre, ugualmente pesanti che rimangono in sospeso, nel caso in cui la Regione, con una presa di coscienza a tutto campo, decidesse di rifare tutto daccapo. La prima che ci viene in mente è la seguente: chi paga per i tanti soldi spesi che si potevano risparmiare progettando un impianto filoviario elettrico, privo di pali e fili che hanno rappresentato la voce di spesa più onerosa? Chi risarcisce la Balfour Beatty, che ha si è aggiudicato l’appalto proprio perché nella sua offerta erano previsti pali, fili e magneti? E chi, eventualmente, ripagherebbe le due ditte che hanno perso l’appalto perché le rispettive proposte non avevano le stesse caratteristiche dell’impresa vincitrice? Nella migliore delle ipotesi si tratta di un groviglio difficile da districare con il Wwf e i comitati cittadini pronti a impugnare l’eventuale Via in sanatoria davanti al Tar ed eventualmente di rivolgersi alla Corte dei Conti nel caso in cui vi sia stato un uso scorretto delle risorse pubbliche, per un appalto da 31 milioni, assegnato per 25 milioni col ribasso d’asta.