Iscriviti OnLine
 

Pescara, 15/06/2026
Visitatore n. 754.976



Data: 23/10/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Province, oggi la Regione decide fra le proteste. In Consiglio l’ultimo atto per smantellarle tutte, ma il governo pare aver stabilito che in Abruzzo ne resteranno due sole: L’Aquila-Teramo e Pescara-Chieti

PESCARA Oggi il consiglio regionale darà la sua ricetta su come e quanto ridurre il numero delle province abruzzesi, ma i giochi sembrano ormai fatti, e il governo pare aver già preso una sua decisione. Ieri, infatti, il Corriere della Sera ha anticipato la cartina delle nuove province italiane: secondo i piani del governo, in Abruzzo ne dovrebbero restare due, quella di L’Aquila-Teramo (con capoluogo L’Aquila) e quella di Pescara-Chieti (con capoluogo Pescara e , secondo l’anticipazione del quotidiano milanese, gli uffici a Chieti). La nuova cartina abruzzese rispettrebbe i canoni fissati dal decreto estivo del governo che stabiliva due parametri per la possibile sopravvivenza di una provincia: avere almeno 300mila abitanti e una superficie di almeno 2.500 km quadrati. Il parere che il consiglio regionale darà oggi pomeriggio (la seduta all’Aquila inizierà alle 14 dopo la riunione mattutina della seconda commissione che affronterà il tema) non sarà, tuttavia, vincolante per il governo. Due settimane fa, il Cal (Consiglio delle autonomie locali) aveva votato a maggioranza (relativa) in favore della soluzione-due province (L’Aquila-Teramo e Pescara-Chieti), lasciando però irrisolta la questione di quale delle due città, Chieti o Pescara, dovesse essere capoluogo. Ma da allora qualcosa è cambiato. Il Pdl con il governatore Gianni Chiodi in testa, è in favore della soluzione provincia unica, quella dell’Aquila. Contro questa soluzione sono schierati i politici del Chietino (centrodestra e centrosinistra uniti ) che vogliono una provincia Chieti-Pescara (ma con Chieti capoluogo),e l’Upi (Unione province italiane) abruzzese che propone la soluzione a tre (L’Aquila, Chieti, e Pescara-Teramo) e un’associazione come Teramo Nostra, che non vuole che Teramo sia inglobata nella provincia con L’Aquila e annuncia, per oggi, una manifestazione di protesta in consiglio regionale. A Chieti, intanto, ieri, circa mille persone hanno preso parte a un corteo per riaffermare che Chieti deve restare Provincia con la sua città capoluogo. «Chieti provincia per la memoria, lo dicono la legge e la storia», recitava uno degli slogan gridati durante la manifestazione durata circa un’ora, fra le 11 e le 12. Ad aprire il corteo uno striscione portato dai rappresentanti delle istituzioni, tra i quali il sindaco, Umberto Di Primio (Pdl), il presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio (Udc), il senatore del Pd, Giovanni Legnini, il presidente della camera di commercio, Silvio Di Lorenzo, lavoratori, rappresentanti del mondo dell’artigianato e del commercio, delle associazioni culturali, impiegati pubblici. La Confcommercio aveva invitato gli associati a tenere chiuse le saracinesche per un’ora. Per restare in provincia di Chieti, sempre ieri, il consigliere regionale dell’Udc, il vastese, Antonio Menna, ha fatto sapere che «se le Province devono rimanere» allora lui sosterrà «la proposta di tre province: L’Aquila, Chieti e Pescara-Teramo e, in un’ottica di risparmio e di razionalizzazione», rilancia la proposta, «anche stabilendo criteri diversi per le cariche elettive, di riempire di contenuti questi enti territoriali intermedi con nuove deleghe rispetto all’ambiente, ai rifiuti, al ciclo dell’acqua, il turismo, il lavoro e la formazione professionale che la Regione deve loro trasferire». «Si deve operare nella direzione di ulteriori risparmi della spesa pubblica», aggiunge Menna, «e la Regione proceda con speditezza al riordino e soppressione degli Enti sub regionali e cancellare aziende e società partecipate che sono fonte di spese inutili e sprechi». Teramo Nostra, da parte sua, ha annunciato che «nel raccogliere la mobilitazione promossa dal sindaco», Maurizio Brucchi (Pdl) (che, dice l’associazione in una nota diffusa ieri, oggi all’Aquila «indosserà la fascia tricolore istituzionale per rappresentare l’intera cittadinanza), lancia «un appello a tutti i nostri concittadini affinché aderiscano alla manifestazione per evitare l’accorpamento/soppressione della nostra Provincia, che causerebbe la scomparsa di Teramo capoluogo». «C’è bisogno della partecipazione di tanti teramani», conclude l’associazione «per stroncare la “fame di annessione” del nostro territorio sostenuta da molti politici regionali e nazionali, per arrivare ad una decisione che non penalizzi come sempre Teramo».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it