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Data: 23/10/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
La città non vuole restituire le tasse. Istituzioni aquilane accanto a chi protesta contro le decisioni del Governo Monti

Post sisma. Manifestazione sotto il tendone di piazza Duomo con Cialente, Lolli, Ricciuti e De Matteis

La luna di miele tra istituzioni aquilane e Governo Monti è già finita. In realtà più d’uno nei mesi scorsi ha alzato la voce contro l’Esecutivo tecnico, rimanendo però una mosca bianca nel panorama politico locale. Da ieri, però, sembra che qualcosa sia cambiato in maniera qualitativa e quantitativa. La richiesta di restituzione al cento per cento dei contributi Inps e Inail per le aziende che non rientrano nel perimetro della zona franca o che non avranno accesso al de minimis rappresenta lo spartiacque di un rapporto interrotto tra territorio e governo dei tecnocrati, che pure è sostenuto in Parlamento dai gran parte dei rappresentanti dei partiti che ieri hanno preso parte alla manifestazione nel tendone di Piazza Duomo. Con la legge 183 la restituzione in dieci anni al 40 per cento era stata cristallizzata nel panorama normativo italiano, ma una circolare Inps rimette le cose in gioco (anche se per cambiare una legge serve un’altra legge). «Una legge per la quale abbiamo preso le botte, per la quale alcuni aquilani sono ora sotto processo - ha detto il sindaco Massimo Cialente - Le mie proposte sono queste: una manifestazione davanti alla sede dell’Inps, come segnale forte, che ci veda tutti uniti e che arrivi a Roma; la creazione di un gruppo di avvocati perché, sono sicuro, possiamo impugnare questa circolare vergognosa; un incontro col Presidente del Consiglio Monti o col sottosegretario, insieme ad esperti che abbiano chiara la situazione; infine, se nessuno continua a capirci, vi chiedo di tornare a Roma a manifestare contro il pagamento di questi contributi, che distruggerebbe un territorio dove nulla è ripartito». Nel tendone-agorà presidiato da cittadini, sindacati e imprenditori è emersa anche un’altro dato negativo. Il governo ha sì stanziato un fondo per la ricostruzione da 900 milioni, ma nello stesso capitolo, come ha spiegato l’onorevole Pd Giovanni Lolli, lo Stato attingerà per reperire risorse finalizzate alla copertura di «politiche sociali, con i contributi alle università, la social card e le missioni di pace internazionali». «Cosa ne pensa il ministro Barca di questa vicenda - ha aggiunto il vice presidente del Consiglio regionale e consigliere comunale Giorgio De Matteis - chiedo pubblicamente che prenda una posizione, visto che è delegato dal premier Monti a seguire da vicino ogni questione legata alla ricostruzione». Non sono mancate le voci critiche, come quella di Mattia Fonzi, esponente del comitato 3e32 che ha detto: «A Roma molti sono filotecnici e qui fanno i rivoluzionari. Non ci presteremo a fare da scudi umani dietro la bandiera unitaria e demagogica neroverde per gli interessi di chi non ha a cuore le sorti della città». Ancora più duro Ettore Di Cesare, consigliere comunale Apl: «Il Governo deve capire che i suoi esponenti qui all’Aquila non sono ben accetti».

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