ROMA - Onorevole Santanché, come va il lavoro di demolizione del Pdl?
«Guardi, esco ora da un colloquio con Silvio Berlusconi rafforzata nella convinzione che il Pdl sia ormai finito. Finito, il Pdl è finito. Fi-ni-to».
Alfano lo sa?
«Uhm, uhm! Comunque il problema non è Alfano. Non ho mai avuto una questione personale con lui, ma per vincere occorre spacchettare, ritornare a Forza Italia e alla componente di destra o ex An e appoggiare altre liste civiche. Solo così possiamo cercare di non consegnare il Paese a Vendola o Bersani».
Quindi significa andare al voto con l’attuale legge elettorale?
«Questo non lo so. Deciderà il Parlamento».
E chi farà il candidato premier?
«Si vedrà, prima ricostruiamo il centrodestra. E io lo ribadisco - poiché sono stata la prima a sostenerlo e ora dopo l’incontro con Berlusconi ne sono ancora più convinta - il Pdl è finito».
Non ha diritto nemmeno ad un posto nella galassia del nuovo centrodestra?
«Il Pdl è finito nel cuore della gente. Non si può riproporre un’offerta politica, frutto di una geniale intuizione di Berlusconi, solo per una convenienza elettorale. Occorre cambiare e deve finire la guerra fra bande. Molto meglio fare una cosa divisi come offerta politica, ma uniti per evitare di consegnare l’Italia alla sinistra».
Quindi si torna a Forza Italia?
«Certo, ma occorre allargare il centrodestra perché è ancora maggioranza in questo Paese ma non c’è più un’offerta politica adeguata. Il contenitore Pdl non ha funzionato, anche se, ripeto, è stata una grande intuizione. Dobbiamo tornare allo spirito del ’94».
Il Pdl è finito, come lei dice, e i parlamentari pidiellini?
«Ci sarà una Forza Italia, poi una componente di destra, che nel Paese c’è, e poi altre liste che rappresentino la società civile e l’Italia che produce con tutte le categorie e le associazioni rappresentate da gente che non è mai stata in Parlamento. Serve gente fresca, che non ha mai fatto politica e voglia impegnarsi per una legislatura perché la politica deve essere anche a tempo, non può diventare una professione».
Il progetto è aperto anche all’Udc?
«A tutti quelli che non vogliono consegnare il Paese a Vendola e Bersani, ma che non dettano condizioni».
Quindi una grande coalizione per battere la sinistra, o quanto meno pareggiare per poi riproporre Monti?
«No, no. Sono sempre stata contro questo governo. Il nostro elettorato è per il 70% contro Monti la sua politica e questa legge di stabilità. Le famiglie e le imprese non hanno nessuna intenzione di suicidarsi per un’Europa che non è mai nata perché gli stati uniti d’Europa non ci sono. Inoltre non si può mancare di rispetto agli elettori dopo che si è votato. Il popolo deciderà e sono convinta che il Paese non intende consegnarsi a Vendola e Bersani oppure votare Grillo per disperazione».
Farete le primarie per scegliere il candidato?
«Prima vediamo che farà Berlusconi».
Niente padre nobile, candidato per la sesta volta?
«Non lo so, ma se c’è Berlusconi le primarie sono inutili. Inoltre se le primarie le vince Bersani, è uno che all’anagrafe politica è più vecchio di Berlusconi».
Che cosa aspetta il Cavaliere per spiegare le sue intenzioni?
«Mi auguro che acceleri perché il tempo è scaduto».
Attende l’esito del processo Ruby?
«Quello è un processo che non andava nemmeno celebrato perché non c’è nessuno che lo accusa».