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Pescara, 17/06/2026
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Data: 24/10/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Il pasticcio Filovia - Stop ai lavori per il filobus. Si riparte da zero. La proposta del Wwf vince su tutta la linea. Non è possibile effettuare la sanatoria (Guarda il video)

Trasporti. Decisione obbligata per la Commissione regionale dopo la bocciatura arrivata da Bruxelles

Stop ai lavori della filovia: il comitato regionale Via ha preso l'unica decisione possibile dopo il diktat della Commissione europea e i provvedimenti della Procura della Repubblica. E Antonio Sorgi, il dirigente della Regione appena indagato, si è astenuto dal presiedere il comitato che abitualmente si riunisce sotto la sua guida. Nessuna decisione, invece, sulla durata dello stop, mentre il comitato non è intenzionato neppure a percorrere la v ia di un ’eventuale sanatoria, non prevista dalla legge e che il Wwf aveva già annunciato di voler impugnare davanti al Tar. Il comitato, infatti, ha stabilito che la stessa proposta del Wwf, ovvero l'azzeramento del progetto originario, togliendo pali e fili, ripartendo dai bus elettrici, è l’unica strada praticabile. Progetto azzerato, soldi gettati via, tutto da rifare. Giornata convulsa e interminabile, ieri a Palazzo Silone a L'Aquila, con il comitato che doveva esaminare una lunga serie di casi e che ha lasciato per ultimo proprio quello della filovia. Sessanta minuti di discussione in tutto fino all'ora di cena, fra l'audizione di Loredana Di Paola, portavoce del Wwf, e i pareri dei componenti del comitato, presieduto per l'occasione dalla dottoressa Pisano e formato dai rappresentanti della Provincia, della Forestale e dal dirigente responsabile del settore Ambiente Franco Gerardini. Di Paola ha esposto i motivi che hanno spinto l'associazione a presentare (e vincere) il ricorso, portando a supporto alcune sentenze che confermano l'obbligatorietà della Valutazione d'impatto ambientale per un progetto come quello del filobus a guida vincolata. «Lo si sapeva già dal 2008 - ha ricordato Di Paola - ed è stato ribadito dalla giurisprudenza, per cui, in merito agli sviluppi futuri, è chiaro che è impossibile procedere ad una Via in sanatoria. Il Consiglio di Stato si è espresso più volte sull'argomento, escludendo tale eventualità perché la valutazione ambientale deve precedere qualsiasi altra autorizzazione. Una recente sentenza della Corte di giustizia europea, precisando che la Via è uno strumento preventivo, evidenzia come il diritto di uno Stato dell'Unione possa teoricamente prevedere, in casi del tutto eccezionali, una Via in sanatoria. In Italia, tale norma non esiste, anzi, il Testo unico sull'Ambiente la esclude esplicitamente. Non solo, ma il Tar di Brescia ha addirittura condannato la Regione Lombardia a pagare i danni ai cittadini che si erano sentiti defraudati dallo svolgimento di una Via a posteriori. La Corte di giustizia europea, infine, sottolinea che una Via in sanatoria dovrebbe avvenire lasciando del tutto impregiudicati i possibili esiti della stessa: poiché a Pescara l'opera ha già alterato lo stato dei luoghi, è del tutto impossibile procedere a sanare l'intervento».

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