Immediata sospensione dei lavori al cantiere sulla strada parco per procedere alla redazione di un nuovo progetto di filovia o alla revisione dell’attuale perché venga sottoposto a Valutazione d’impatto ambientale, passaggio ritenuto obbligato dall’Unione europea per i filobus a guida vincolata. Ieri all’Aquila il Comitato Via della Regione ha preso atto delle richieste pervenute dalla Commissione Ue ed ha accolto l’invito della Presidenza del Consiglio dei ministri a rivedere ovvero ad azzerare il progetto per la filovia. Per il Wwf e i comitati a difesa della strada parco è un successo su tutta la linea. Le osservazioni esposte ieri da Loredana Di Paola, inviata del Wwf in audizione al Comitato Via, sono state di fatto accolte integralmente. Non si procederà al ripristino dei luoghi solo perché lo stesso Comitato s’è riservato ulteriori passi da compiere nel rispetto dell’articolo 29 del codice ambientale. Vale la pena aggiungere che l’ipotesi di una Via in sanatoria, non prevista in Italia, ieri non è neppure stata presa in considerazione.
La decisione dovrà essere comunicata alla Presidenza del Consiglio dei ministri che provvederà a girarla, con una nota ufficiale, alla Ue. Ma ancor prima, il blocco del cantiere sarà comunicato al direttore dei lavori ovvero alla Gtm che ha tempo trenta giorni per una nuova proposta progettuale. Il Wwf esulta ma non chiude la porta alla Regione: «Bene il blocco dei lavori e il rifacimento del progetto - ha detto ancora Di Paola -. Possiamo eventualmente sederci a un tavolo per discutere se e come salvare il finanziamento».
Si chiude così una fase importante che aveva determinato un duro braccio di ferro tra il Wwf e la Regione, in particolare con il Comitato Via che ha sempre escluso l’obbligatorietà della verifica tecnica: «La Valutazione d’impatto ambientale non serve» era il ritornello ripetuto in Regione e su questa posizione s’è allineata la Gtm, che ha gestito l’appalto vinto dalla Balfour Beatty. «La Via serve eccome perché parliamo di un mezzo a guida vincolata» è stata la replica degli ambientalisti e dei comitati a difesa della strada parco. Il recentissimo pronunciamento della commissione Ue ha dato ragione al Wwf e torto alla Regione, imponendo al Comitato Via il nuovo pronunciamento, peraltro sollecitato anche dalla Procura che sul caso-filobus ha aperto un’inchiesta costata l’avviso di garanzia al dirigente regionale Antonio Sorgi (presidente del Comitato Via che ieri per opportunità ha lasciato il posto alla Pisano), al presidente della Gtm Michele Russo e a Fabiani, responsabile del procedimento.
C’è voluta un’intera giornata per conoscere la decisione sul filobus, evidentemente molto sofferta. «Nel primo pomeriggio sapremo» aveva detto Loredana Di Paola, illudendosi sulla tempistica. All’ordine del giorno c’erano infatti questioni altrettanto scottanti, come quella della Forest Oil. Nel pomeriggio la previsione è cambiata: «Di filovia si dovrebbe cominciare a parlare verso le 15, sarò sentita e poi aspetterò il pronunciamento» aveva detto Di Paola. Ma anche quest’ultima ipotesi s’è rivelata troppo ottimistica. Solo intorno alle 19 il comitato Via ha cominciato ad affrontare la spinosa questione del Filò sulla strada parco a Pescara. Alle 20,30 l’attesa è finita.
Esulta il comitato dei cittadini «Lo chiedevamo da due anni»
Ci sono voluti almeno due anni, e infinite battaglie in mezzo, ma alla fine il loro urlo è stato ascoltato: i fronti del No alla filovia esultano per la sospensione del cantiere sulla strada parco, disposta ieri sera dal comitato regionale Via, di fatto messo all'angolo dal verdetto dell'Unione europea e dal lavoro della magistratura. Aspettano ora ancora i sapere quale strada, a questo punto, imboccherà il progetto di Filò ma per gli ambientalisti e comitati civici quella di ieri è una vittoria. «Finalmente è stata disposta la sospensione - dice Loredana Di Paola, Wwf -, una richiesta che stiamo portando avanti da due anni: se l'avessero accolta a quel tempo, non avrebbero fatto danni ulteriori. Questo progetto è sbagliato e non può essere ripresentato così come».
La mobilitazione di massa contro la filovia era partita a settembre 2010, con 21 giorni di presidio giorno e notte contro le ruspe che avanzavano. Poi i cortei, fino agli esposti a magistratura e Unione Europea del Wwf. Anche l'associazione Strada Parco, capitanata da Mario Sorgentone, che contro la filovia aveva promosso una petizione anche prima che i lavori partissero, esulta di fronte al blocco dei lavori. «Siamo estremamente lieti di questa decisione della Regione che comprova la bontà di tutto quello che abbiamo detto finora, e fa giustizia di tante giustificazioni che avevano addotto i vertici della Gtm a sostegno di loro tesi - commenta Sorgentone -: la Via era necessaria. Ci auguriamo che si ridiscuta tutto, permettendo la partecipazione dei cittadini al progetto che finora ci è stato negato. Nessuna Via in sanatoria: il progetto va rivisto, in modo da essere meno impattante».
«La notizia non mi sorprende visto come si erano messe le cose, però rammarica pensare che si poteva fare prima, se solo ci avessero ascoltato: l'avevamo chiesto in tutti i modi di sospendere i lavori», dice Gianni D'Intino, comitato No filovia.