BORSELLINO ELETTRONICO Per saldare il conto basta avvicinare lo smartphone a lettori digitali «senza fili» Vodafone ha avviato i primi servizi all'inizio dell'anno Luca Dello Iacovo MILANO Gli smartphone con tecnologia Nfc diventano un passepartout per la città: sono iniziate le sperimentazioni con il Tim Wallet per acquisti nei luoghi abilitati, spesa con coupon digitali e utilizzo dei trasporti pubblici. Dopo la conclusione dei test, i servizi saranno accessibili durante i primi sei mesi dell'anno prossimo. Ma gli Nfc (Near field communication) innescano una trasformazione più ampia, integrata con il tessuto urbano: la chiave è in quadratini grandi quanto un francobollo, i tag Nfc. Al momento i punti abilitati sono un migliaio: «Ci aspettiamo che nei prossimi 2-3 anni l'iniziativa sia estesa a tutti i pos», osserva Alfonso Mariconda, responsabile sviluppo progetti innovativi di Telecom Italia. Negozi, luoghi di ristorazione, trasporti pubblici. A Milano gli utenti del Tim Wallet, in fase di test, possono esplorare il centro cittadino e trovare poster con un simbolo simile a un cellulare, in posizione obliqua: occorre avvicinare lo smartphone al cartellone e, in modo automatico grazie al tag Nfc, viene aperto un link che porta a una pagina web, dove sono accessibili ulteriori informazioni. È come avere una guida turistica o un catalogo a portata di mano, senza dover scrivere l'intero indirizzo internet: basta accostare lo smartphone al tag e viene visualizzata una pagina online. Inoltre, il portafoglio digitale permette pagamenti nei luoghi dove sono presenti dispositivi pos integrati con gli Nfc: i merchant, in particolare, potranno adoperare soltanto uno smartphone per gestire couponing e acquisti degli utenti. Contiene anche un biglietto da visita che può essere inviato a un'altra persona avvicinando due cellulari, entrambi dotati di Nfc, con uno scambio immediato. A Milano i trasporti pubblici accettano modalità contactless. Tim Wallet è associato a carte prepagate e per le transazioni adopera il circuito Visa. Gli utenti devono avere anche una carta sim abilitata agli Nfc: saranno distribuite dall'anno prossimo. Le sim già in circolazione (incluse le micro) potranno essere sostituite senza costi. L'applicazione software al momento è per Android: sarà in seguito per Blackberry e sistema operativo Windows Phone. Gli iPhone e gli iPad, invece, non sono provvisti di Nfc, ma hanno Passbook per gestire biglietti e prenotazioni. All'inizio dell'anno anche Vodafone ha varato sim integrate con la carta prepagata Vodafone Smart Pass: utilizzano la rete già esistente sul territorio di Mastercard Paypass per le transazioni contactless. Lo sviluppo dell'applicazione del Tim Wallet ha richiesto circa un anno: «Siamo stati impegnati nell'integrazione di hardware, software, infrastrutture e nei test», osserva Alessandro Rabbini, senior software developer nel team di Telecom Italia che ha progettato il portafoglio digitale. In futuro è previsto lo sbarco anche nella grande distribuzione organizzata: al momento è in corso di sperimentazione ristretta una procedura che prevede la scelta da un elenco di oggetti pubblicato su un poster, avvicinare lo smartphone con Nfc e riempire un carrello digitale, come già avviene in alcune nazioni dell'Estremo Oriente.