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Pescara, 17/06/2026
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Data: 24/10/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Modifiche alla legge di stabilità, Monti incontra l’ex premier. Il ministro: benefici per il 99% dei cittadini. Il leader Pd: falso

ROMA - Governo assediato sulla legge di stabilità da forze sociali e partiti, in particolare della sua stessa maggioranza. Un saggio del complicarsi della situazione attorno alla manovra, Mario Monti lo ha avuto ieri sera a palazzo Chigi nel corso della cena offerta a Silvio Berlusconi, Angelino Alfano e Gianni Letta, nel corso della quale il Cavaliere ha chiesto al premier di rivedere alcune misure della legge, soprattutto sul piano fiscale per «non soffocare i consumi e non danneggiare le famiglie». Alcuni dei rilievi che i leader del Pdl hanno presentato a Monti sono stati anticipati ieri da stretti collaboratori del Cavaliere, in particolare si tratta della contrarietà degli azzurri alla «rottura del patto con i cittadini a seguito dei tagli retroattivi alle detrazioni fiscali e l’aumento dell’Iva, che colpisce i ceti meno abbienti, crea inflazione, deprime i consumi».
Nonostante l’accerchiamento della legge di stabilità da parte di partiti e forze sociali - poliziotti, vigili del fuoco, insegnanti sono stati ieri in forte agitazione - il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, in audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, l’ha difesa a spada tratta. «Il 99 per cento dei nostri contribuenti godrà degli effetti positivi della legge», ha detto il titolare di via XX Settembre, aggiungendo che le nuove norme favoriranno «le fasce di reddito più basse».
Quasi a tamburo battente la replica al ministro dell’Economia di Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, partito fortemente a disagio per molte delle misure contenute nella manovra: «Dire che la legge così com’è non pesa sulle condizioni di vita dei cittadini e sulla domanda interna è perlomeno ardito». Premesso di «non essere d’accordo con Grilli», il leader democrat si dice interessato a «confrontare le analisi perché a noi non risulta che il 99% dei cittadini ci guadagna. E quindi chiediamo al governo la disponibilità a riconsiderare, nel rispetto dei saldi, in sede parlamentare alcuni temi». Tra questi, Bersani sottolinea una maggiore equità fiscale, l’attenzione alla domanda interna, la scuola, «che per noi - dice - è un punto irrinunciabile», il carico gravante sulle autonomie locali e la sanità. Tutti argomenti che verranno affrontati nell’incontro che Bersani avrà oggi pomeriggio con Monti, dopo quelli che il premier da avuto con Casini e Alfano.
A precedere l’arrivo del segretario pdl e del Cavaliere a palazzo Chigi è stato il giudizio «non positivo» sulla manovra del governo di uno dei due relatori sulla stessa legge, l’ex ministro Renato Brunetta, che ha giustificato così la sua bocciatura: «Perché è l’ultima finanziaria di questa legislatura ed è in totale continuità con il passato. Non tiene conto degli effetti cumulati in questi ultimi cinque anni di crisi, di tagli: troppo continuista con il passato, ora occorre ridiscuterla guardando più al futuro». Una valutazione critica, quella di Brunetta, che lascia trasparire tutto l’antico disaccordo dell’ex ministro della Funzione pubblica con le politiche del collega Giulio Tremonti.
Ma anche l’altro relatore sulla manovra, il democrat Pier Paolo Baretta, sottolinea «l’esigenza comune che la legge di stabilità può e deve essere modificata. Tutti lo hanno detto nelle audizioni in Parlamento. Paradossalmente anche lo stesso Grilli nel momento stesso in cui ha dato la disponibilità a cambiarla». Decisamente più severo il commento di Stefano Fassina all’intervento del ministro dell’Economia: «Grilli - afferma il responsabile economia del Pd - continua a dare una rappresentazione infondata degli effetti delle misure su Iva e Irpef. Complessivamente si tratta di un aggravio di oltre 2 miliardi di maggiori imposte che peseranno su 10 milioni di persone con reddito inferiore al minimo imponibile Irpef e su milioni di famiglie a reddito medio. Sarebbe auspicabile - conclude l’esponente democrat - evitare interventi propagandistici».
La richiesta di modificare sensibilmente la legge è venuta anche dal segretario e dal responsabile economia dell’Udc, il partito finora più vicino all’agenda Monti. Lorenzo Cesa e Gian Luca Galletti hanno avuto un incontro con Grilli, nel corso del quale hanno esposto le proposte della loro parte politica, riguardanti soprattutto «interventi a sostegno delle famiglie a basso reddito e più figli». I due esponenti centristi avrebbero riscontrato «la disponibilità del ministro a valutare le proposte anche alla luce del confronto parlamentare con quelle degli altri partiti».

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