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Data: 25/10/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Filò, il progetto non cambia il Wwf: «Andremo al Tar». Russo al comitato Via: ripresenterò gli stessi documenti

Il pronunciamento del comitato Via sul progetto del filobus sulla strada parco non è bastato a soddisfare la sete di giustizia del Wwf e dei comitati anti-filobus sulla strada parco, pronti a ricorrere al Tar se la Gtm, stazione appaltante del Filò, non rispetterà le disposizioni dell’organo regionale. Per tutta risposta il presidente della Gtm, Michele Russo, non esclude che la stessa azienda appaltatrice, Balfour Beatty, possa a sua volta di impugnare davanti al Tar lo stop al cantiere.
Martedì in accoglimento delle indicazioni pervenute alla Regione dalla Ue attraverso la Presidenza del Consiglio dei ministri, il comitato Via, riunito all’Aquila, ha accolto la disponibilità a sottoporre a screening di Via il progetto in esame e ha quindi disposto in via cautelativa la sospensione integrale dei lavori, invitando - si legge nel verbale - «la direzione lavori e la stazione appaltante a disporre i conseguenti provvedimenti». Il comitato Via «si riserva di adottare ulteriori provvedimenti» ove la Gtm non provveda entro il termine di trenta giorni dalla comunicazione del provvedimento. Comunicazione che ha bisogno di tempi tecnici se è vero, come ha segnalato con sdegno e stupore Loredana Di Paola del Wwf, che «il cantiere sulla strada parco ieri era ancora in piena attività nonostante la decisione del comitato Via». «Bloccherò i lavori solo quando avrò il dispositivo della Regione» è la replica di Russo.
Tempi a parte, a leggere il verbale del comitato Via sono altri i nodi interpretativi più rilevanti. Per cominciare, l’opera va sottoposta a screening di Via che è procedura più snella rispetto alla Valutazione d’impatto ambientale, da effettuare semmai in una fase successiva. «Il comitato si riunisce per stabilire se il progetto in esame debba essere assoggettato a Via o se invece possa procedere direttamente con i lavori» dicono in Regione. Lo screening di Via comporta la pubblicazione degli atti e un periodo-finestra di 45 giorni per osservazioni e controdeduzioni. In tre mesi l’iter si dovrebbe completare.
Michele Russo tira dritto: «Si dovranno ripresentare i documenti daccapo - spiega il presidente della Gtm - ma il progetto resta quello e non si tocca, a meno che il comitato Via non stabilisca che devva essere modificato. Sarebbe strano, tuttavia, perché per noi non è un intervento impattante. Aggiungo che nel Prg di Pescara e Montesilvano è previsto che su quel tracciato passi la filovia». Russo ribadisce poi un concetto a lui caro: «Da presidente della Gtm ho ereditato il progetto di un’opera pubblica di interesse pubblico di cui sono mero esecutore, dunque in tutto ciò non c’è nessuna ostinazione personale. Semmai in altri soggetti che si oppongono al filobus in nome dell’interesse pubblico sono ravvisabili portatori di interessi privati». Una stoccata che il Wwf non raccoglie e passa al contrattacco sui contenuti, ipotizzando una battaglia al Tar che però si vorrebbe evitare: sotto sotto tutti auspicano un’intesa che salvi le esigenze del trasporto pubblico e della strada parco. «Se è la Gtm a decidere si rischia l’incompiuta» scrive il Wwf, che si rivolge con un appello all’assessorato regionale ai Trasporti e al Ministero delle infrastrutture «affinché esercitino pienamente il loro ruolo di controllo, sorveglianza e indirizzo al fine di evitare un inutile scontro sul progetto». Il Wwf contesta la procedura seguita giudicandola «illegittima» e si oppone alla Via in sanatoria per il progetto del filobus: «Questa possibilità è esplicitamente esclusa dalla normativa nazionale e comunitaria: per lo screening Via va ripresentato un nuovo progetto di filovia» insistono Augusto De Sanctis e Loredana Di Paola insieme con il presidente regionale Luciano Di Tizio, «no a scorciatorie» dicono.

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