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Data: 25/10/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Processo Ciclone - «Quei baci segreti nella stanza del sindaco» In aula la relazione tra la vigilessa e Cantagallo

«Nessuna strumentalizzazione, l'incompatibilità di Nicola Zupo nelle indagini su Montesilvano c'era perché la relazione di sua moglie con Enzo Cantagallo era vera. Lo sapeva tutta la città. Loro me ne parlavano e io li ho visti baciarsi per due volte nella stanza del sindaco». Scoppia quasi in lacrime l'ex capo di gabinetto Lamberto Di Pentima nel corso della sua dichiarazione spontanea che ha concluso ieri le udienze del processo Ciclone sul presunto scambio di tangenti al Comune di Montesilvano, in vista della requisitoria, il 9 novembre, del pm Gennaro Varone. Favoreggiamento e calunnia le accuse di cui Di Pentima si trova a rispondere. Secondo l'accusa, infatti, avrebbe inventato la storia tra Antonella Marsiglia e Cantagallo per screditare gli inquirenti e sarebbe andato dall'attuale procuratore di Chieti, per avere informazioni sulle indagini in corso e chiedendo di rimuovere Zupo dalle indagini per incompatibilità. Incompatibilità per la quale lo stesso Mennini ha subito un procedimento di fronte al Csm (Consiglio Superiore della Magistratura) finito con l'assoluzione. «La relazione tra la moglie dell'ex capo della Mobile e Cantagallo è iniziata tra ottobre e novembre 2004 ed è finita nel maggio 2006 - ha detto Di Pentima - nel marzo 2005 lei mi diede 11 mila euro in contanti per comprare un Patek Philipp a Cantagallo. L'orologio che porta anche oggi. Nella busta dove c'erano i contanti c'era anche una distinta di prelievo - ha detto ancora - non lo fai un regalo così ad un amico. Sono stato arrestato senza ottenere neanche i domiciliari per aver detto la verità - ha ribadito più volte - Zupo invece, oltre ad avermi mandato in galera, rovinandomi, mi ha descritto come uno che svolgeva in malafede il suo lavoro. In sei mesi di conversazioni intercettate, però, non vi è una volta in cui io riferisca di sapere dell'indagine notizie ad essa relative. Non c'è stata nessuna cospirazione». Prima di lui anche l'imprenditore e all'epoca dei fatti consigliere comunale Vladimiro Lotorio ha rilasciato una dichiarazione spontanea per chiarire la sua posizione. Con le dichiarazioni spontanee rilasciate ieri si sono concluse le udienze dibattimentali del processo Ciclone. Il 9 novembre sarà dunque la volta del pm che, per i 32 imputati, farà le sue richieste di condanna.

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