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Pescara, 17/06/2026
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Data: 25/10/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Sevel, la vendemmia colpisce ancora. Terzo operaio licenziato in pochi giorni: gli investigatori della Fiat l’hanno “beccato” mentre raccoglieva l’uva in malattia

L’assenteismo legato ai lavori agricoli aumenta nel periodo settembre-ottobre. La Fiom annuncia un ricorso

ATESSA Doveva assistere un famigliare in difficoltà e invece è stato sorpreso dall'azienda a vendemmiare. E’ il terzo caso in poche settimane. Ormai sempre più spesso, dalla Sevel, gli operai escono – con la lettera di licenziamento – perché sorpresi a fare il mestiere dei padri e dei nonni, in campagna, mentre dovrebbero essere a letto ammalati. Salgono a cinque i casi di assenteismo puniti dalla Sevel, la fabbrica del Ducato Fiat ad Atessa, legati a presunti abusi. I primi due operai richiamati dall'azienda erano in regime di 104, la normativa che consente di assentarsi dal lavoro per assistere famigliari disabili o non autosufficienti. L'azienda, che ha fatto ricorso a investigatori privati, li ha trovati invece intenti in altre attività, come l'andare in spiaggia o il partecipare ad una sagra di paese. Dei due dipendenti uno era stato licenziato, e l'altro aveva preferito dimettersi. Sono recenti invece i casi di altri due licenziamenti. Due operai, fratelli ed entrambi dipendenti Sevel, avevano chiesto all'azienda un permesso per malattia. Uno dei due aveva dichiarato una tendinite. Dopo controlli molto circostanziati i due erano stati scoperti invece a cogliere l'uva. Il rapporto consegnato dalla Sevel ai due dipendenti riporta orari e giorni precisi in cui gli operai erano al lavoro in campagna invece che in casa malati. La contestazione della Sevel fa leva anche su fotografie in cui si vedono gli operai sul trattore o a caricare cassette di uva. I due fratelli, dopo un periodo di sospensione dal lavoro di cinque giorni, sono stati entrambi licenziati, prima l'uno e poi l'altro. Ed è di questi giorni l'ultima contestazione da parte dell'azienda. Un operaio della provincia di Chieti, cinquantenne, aveva chiesto un congedo straordinario di diverse settimane per assistere un famigliare malato. L'azienda lo ha sorpreso a vendemmiare. Di qui la sospensione per cinque giorni a cui seguirà, probabilmente, l'ennesimo licenziamento. «E' notorio che certi fenomeni di assenteismo legati ai lavori agricoli avvengono in determinate stagioni dell'anno», commenta l'azienda, «il periodo di settembre-ottobre è da sempre considerato particolarmente interessante, il fenomeno esiste. Di certo però la Fiat effettua i controlli sulle assenze ripetitive costantemente, così come avvenuto per i primi due casi di abuso di legge 104». Marco Di Rocco, responsabile Fiat per la Fiom-Cgil provinciale annuncia che gli ultimi due operai licenziati ricorreranno al giudice: «Per la Fiom il provvedimento adottato è sproporzionato. Se è vero che non si può effettuare nessun tipo di lavoro se si è in malattia è anche vero che non si può perdere il lavoro per un'ora passata in campagna».

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