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Pescara, 17/06/2026
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Data: 25/10/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Alfano: pronto a correre. In pista Santanchè e Alemanno. Già si litiga sulla conta, se sarà aperta o limitata al Pdl

ROMA - «Più che un altro passo indietro mi sembra una corsa sul posto!». Gianfranco Rotondi, leader dell’area post Dc del Pdl, non si mostra sorpreso per l’annuncio delle primarie da parte di Silvio Berlusconi e della relativa rinuncia a correre per la sesta volta a candidato premier. «Sarebbe stato meglio fosse stata una scelta maturata nell’ufficio di presidenza del partito - aggiunge Rotondi - ma ormai è inutile invocare riunioni, il Pdl è stato sciolto e ognuno farà la sua corsa». Se Rotondi finisce col pensare le stesse cose della Santanché vuol dire che davvero il Pdl è ormai imploso e che la corsa delle primarie segneranno un’altra versione del centrodestra. Per la verità nel lungo comunicato Silvio Berlusconi è, forse, volutamente ambiguo quando parla di «elezioni primarie aperte nel Popolo della Libertà» ed è facile immaginare che anche nel Pdl, così come a suo tempo ha fatto il Pd, si discuterà a lungo se e come allargare la consultazione a esponenti che non sono del partito. I centristi di Casini sono il primo obiettivo, ma anche l’Italia Futura di Montezemolo potrebbe essere della partita.
A mettere le mani avanti ha provveduto ieri subito Daniela Santanchè la prima a candidarsi pur non essendo iscritta al Pdl, e anche la prima, e forse non a caso, che ieri mattina sosteneva di «invidiare il Pd» perché le primarie in corso tra Bersani e Renzi spingono «la gente ad appassionarsi». Anche il formattatore sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo, promette «un candidato in rappresentanza di quell'elettorato di centrodestra che adesso non si trova più». A scaldare i muscoli è anche Gianni Alemanno che da tempo coltiva ambizione di leadership e non intende mettersi alla guida solo della pattuglia degli ex An.
In corsa potrebbero anche esserci coloro che nelle settimane scorse hanno promesso un impegno nel centrodestra. A cominciare da Vittorio Sgarbi con il suo partito della Rivoluzione, passando per l’ex ministro Vittoria Brambilla e la sua lista animalista e ambientalista. Senza contare il gruppo delle giovani amazzoni e di coloro che, in rappresentanza delle professioni e delle categorie, potrebbero accettare l’invito del Cavaliere.
Ovviamente resta Angelino Alfano il candidato più forte intorno al quale ieri i big del partito, a cominciare da Raffaele Fitto, hanno fatto quadrato. Ieri si sussurrava in via del Plebiscito che il segretario avrebbe voluto attendere il risultato delle elezioni siciliane, ma dopo aver sollecitato tante volte il Cavaliere sul tema delle primarie, ha dovuto accettare l’anticipo. Alfano ha poco più di un mese e mezzo per mettere a punto il regolamento delle primarie e tentare di portare il Pdl dentro una coalizione più grande ed evitare che solo Silvio Berlusconi rimanga «a fianco dei più giovani che debbono giocare e fare gol».

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