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Data: 25/10/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Processo civile. Rispunta Bertolaso. Sarà chiamato a testimoniare con i sette membri della commissione

Grandi rischi. L’8 novembre prima udienza per la causa di risarcimento dei danni

Terminato il processo penale a carico della commissione grandi rischi, conclusosi con la condanna dei sette scienziati dell’organo consultivo dello Stato a sei anni di reclusione, prosegue a ritmi spediti, la costola civilistica dello stesso processo. L’8 novembre, si terrà la prossima udienza del processo dedicato al risarcimento dei danni ai familiari delle vittime del sisma. Stando a quanto si è appreso dagli ambienti giudiziari, in questa fase, il giudice avrebbe già ammesso a testimoniare diversi nomi noti che sono già stati ascoltati nel corso del procedimento penale. Tra questi, spicca tra tutti, il nome dell’ex numero uno del Dipartimento di Protezione Civile, Guido Bertolaso, indagato peraltro in un procedimento satellite di quello appena concluso, per quella telefonata intercettata tra l’ex assessore regionale alla Protezione Civile, Daniela Stati, anche lei indagata, e Guido Bertolaso appunto, nella quale l’ex capo dipartimento, annunciava la venuta all’Aquila, dei massimi esperti di terremoto. A sedere sul banco dei testimoni, stando alle informazioni trapelate, anche Franco Barberi, Claudio Eva, Enzo Boschi, Giulio Selvaggi, Mauro Dolce, Gian Michele Calvi e Bernardo De Bernardinis, i sette scienziati della Grandi Rischi, processati e condannati tre giorni fa. I testimoni andranno a ricostruire per l’ennesima volta come si svolse quella maledetta riunione sul cui esito, ha poggiato fin dall’inizio il castello accusatorio della Procura per il procedimento penale. Un’udienza del processo che si svolgerà l’8 novembre quando il giudice dovrà stabilire il calendario delle testimonianze in base alle richieste avanzate dagli avvocati delle parti civili ammesse. Nel frattempo si registrano ancora pèrese di posizione dopo la sentenza dei giorni scorsi che ha condannato gli scienziati. Ieri in difesa dell’operato della magistratura aquilana si è registrato l’intervento di David Mancini, pm aquilano e presidente dell’Associazione nazionale magistrati, già titolare dell’inchiesta sullo stupro di Pizzoli, che vede come unico imputato Francesco Tuccia. Mancini, a nome dell’Anm, ha espresso «la propria solidarietà ai magistrati titolari del processo sulla commissione Grandi Rischi a seguito delle plurime reazioni, talune scomposte e offensive, registrate sugli organi di informazione». Critiche che peraltro, viene rilevato, sono arrivate quando ancora il giudice Billi non ha depositato le motivazioni della sentenza.

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