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Pescara, 17/06/2026
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Data: 26/10/2012
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Promozioni Ama, Bonanni rimuove i vertici Fit Cisl. Dimissioni dei responsabili della Fit (settore trasporti) per far decadere Bonfigli. Arriva il commissario. E la procura valuta l'inchiesta

ROMA - Raffaele Bonanni ha azzerato i vertici della Fit Cisl del Lazio, la categoria a cui fa capo Alessandro Bonfigli, il dirigente sindacale finito al centro degli scandali Ama. Ieri, dopo le dichiarazioni pubblicate dal Corriere della Sera (leggi l'articolo) di un lavoratore a cui sarebbero state chieste somme in denaro da un collaboratore di Bonfigli per favorire una promozione, il segretario generale del sindacato di via Po è andato su tutte le furie. Ed è intervenuto, ottenendo la dimissioni di Maurizio Marozzi, segretario della Fit Cisl Lazio. Un atto indispensabile per far decadere Bonfigli dalla segretaria del sindacato, visto che ha ripetutamente rifiutato di dimettersi, gridando al complotto. Intanto la procura di Roma sta valutando le notizie di stampa per decidere se «aprire un fascicolo».

La procedura dell'azzeramento della Fit territoriale - almeno secondo quanto raccontano da via Po - in realtà era già partita nei giorni scorsi, dopo che sempre il Corriere aveva svelato l'esistenza di un accordo firmato il 23 luglio, fra i delegati Cisl, Uil, Ugl e Fiadel e l'Ama per garantire «la progressione di carriera ai lavoratori impegnati in attività sindacali», fra cui lo stesso Bonfigli. Insomma, promozioni automatiche. «Noi non siamo come certi politci, non siamo come quel Batman (Franco Fiorito, ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio travolto dallo scandalo dei fondi pubblici, ndr ), non può passare il messaggio di sindacalisti che anziché difendere i lavoratori pensano agli affari propri» aveva detto Bonanni ai suoi, chiedendo l'apertura di un'istruttoria.

Il leader nazionale dell'Ugl, Paolo Centrella, appena uscita la notizia, aveva invece immediatamente ritirato tutte le deleghe al sindacalista della sua organizzazione che aveva sottoscritto l'intesa.
«Noi abbiamo uno Statuto che prevede appunto l'apertura di un'istruttoria e una procedura complessa, non possiamo cacciare una persona da un giorno all'altro sulla base di un articolo di giornale», spiegano da via Po. Bonfigli però era stato messo all'angolo e gli erano state chieste le dimissioni, ma lui si era rifiutato di fare un passo indietro. Ieri, uscita la dichiarazione del lavoratore che ha parlato di «tariffario per le promozioni», Bonanni ha chiesto un atto immediato. E non potendo cacciare il sindacalista sotto accusa, ha fatto ricorso all'escamotage delle dimissioni del segretario regionale.

Marozzi, nella lettera di dimissioni inviata a Giovanni Luciano, segretario generale della Fit Cisl nazionale, ha comunque difeso il sindacato è ha parlato di un'«ingiusta campagna stampa» basata su articoli che «prefigurano un coinvolgimento dell'organizzazione che non esiste». Marozzi ha poi chiesto «un periodo di reggenza» da parte di Giovanni Luciano, in qualità di segretario generale della categoria. Una sorta di commissariamento che servirà - ha spiegato Luciano in una nota - «a poter verificare e approfondire tutti gli elementi alla base di una campagna stampa che ha gettato pesanti ombre sull'operato della Fit Cisl, ombre che sono certo potranno essere fugate al più presto». Luciano ha anche ringraziato Marozzi «per l'atto di trasparenza che permetterà di ritrovare serenità nell'organizzazione».

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