Trasporti. La Regione a caccia di una sanatoria che non azzeri il progetto. Wwf pronto a rivolgersi al Tar
Antonio Fragassi Con un giorno di ritardo, i lavori sulla strada-parco sono stati fermati ed è impossibile ipotizzare la data della ripresa. La Regione, attraverso il Comitato Via, ha fornito alla Gtm la scappatoia per salvare il filobus, con l’escamotage dei 30 giorni entro i quali produrre un documento propedeutico alla Valutazione d’impatto ambientale che andrà fatta, necessariamente, in sanatoria. Ma in sanatoria non si può fare e il Wwf ha pronto il ricorso al Tar sia contro la decisione del Comitato (ha tempo due mesi) sia contro la Gtm nel momento in cui decidesse di far effettuare ora la Via. Il direttore dei lavori, Tino Taraborrelli, aveva garantito un mese fa che la commissione del Ministero dei Trasporti sarebbe venuta a Pescara per verificare se tutto era ok e decidere quando far iniziare i collaudi, ma a questo punto i tempi slittano di sei mesi fra la decisione di fare la Via e la ripresa dei lavori che rimangono, in primis il manto stradale. Sulla questione c’è almeno una certezza: non dev’essere il Comune a pagare le spese poiché la Balfour Beatty si è impegnata per contratto a garantire la stabilità del tracciato e, di conseguenza, al rifacimento dell’asfalto. Tutto questo senza contare i tempi dei ricorsi al Tar ed eventualmente al Consiglio di Stato promessi dal Wwf. Ringalluzzito dalla decisione del comitato Via, Russo ha annunciato di voler tirare dritto senza dover azzerare il progetto iniziale. Sulla questione, i componenti dello stesso Comitato hanno litigato durante la riunione di martedì sera, poi ha prevalso la linea morbida per consentire alla Gtm di uscire dall’angolo. Forte del documento della Regione, Russo ha attaccato duramente il comitato Utenti strada-parco: il presidente della Gtm ha affermato di «tutelare l’interesse pubblico, mentre chi protesta difende gli interessi privati di chi ha le case sul tracciato». Al fianco del comitato Utenti si schiera Maurizio Acerbo che replica a tutto campo: «Non è tollerabile che il presidente della Gtm, società pubblica della Regione Abruzzo, - afferma il consigliere regionale di Rifondazione comunista - attacchi comitati di cittadini che hanno esercitato diritti sanciti dall’ordinamento nazionale ed europeo. Michele Russo, prima di offendere i cittadini accusandoli di difendere interessi privati dovrebbe ricordare che ha curato la campagna pubblicitaria per i privati che hanno vinto l’appalto». Finalino per lo stesso Acerbo e per il segretario provinciale del Prc Corrado Di Sante: entrambi hanno chiesto, ora che i lavori della filovia sono fermi, di riportare il mercato sulla strada-parco (mercoledì a Pescara, venerdì a Montesilvano) con due comunicati identici nella forma e nei contenuti, nei quali cambia solo la località. Oltre alle firme in calce.