ATAF, con l'arrivo della nuova proprietà, la controllata delle Ferrovie Busitalia che ha acquistato il 'pacchetto' di gestione della società del trasporto pubblico, partirà una raffica di almeno 250- 300 tagli al personale. A lanciare l'allarme, dopo alcuni colloqui informali con la nuova proprietà, è la Cisl. «Abbiamo visto i vertici di BusItalia - ha spiegato ieri il rappresentante della Cisl in Ataf Gianluca Mannucci - hanno già pronto il piano industriale e subentreranno ai vecchi soci pubblici già dai primi giorni di dicembre, a quanto pare. Tra le intenzioni della nuova gestione, purtroppo, c'è quella di eliminare da 250 a 300 posti occupati da dipendenti di Ataf non addetti alla guida». La ragione della sforbiciata sul personale (circa 1300, di cui 400 con mansioni diverse dagli autisti) sarebbe stata spiegata da Busitalia - sempre secondo la Cisl - con il precario equilibrio di bilancio dell'azienda. «Ci è stato detto - ha spiegato Mannucci - che il pareggio raggiunto negli ultimi due anni e' stato possibile solo grazie a entrate straordinarie e non precedentemente prevedibili; al contrario, le perdite strutturali dell'azienda sarebbero valutate tuttora in 7- 8 milioni l'anno». Se si è arrivati a questa situazione, secondo la Cisl, buona parte della responsabilità è dei Comuni soci di Ataf, in particolare del Comune di Firenze che deteneva l'84% delle quote. «L'abbiamo detto anche personalmente al sindaco Renzi - ricorda il rappresentante regionale del sindacato Fabiano Casini - eravamo disposti a discutere di tutto, compreso l'aumento dell'orario. Ma per farlo il Comune avrebbe dovuto presentare un piano industriale e chiarire le sue intenzioni in vista del bando regionale. Evidentemente aveva già deciso la privatizzazione. Inoltre doveva essere applicata la clausola sociale per il mantenimento dei posti di lavoro, così come proprio nel bando per il Tpl è stato fatto. Ma nemmeno questo meccanismo di tutela si è voluto attivare, per timore di scoraggiare i potenziali acquirenti». Per questi motivi adesso la Cisl si rivolge agli stessi Comuni che stanno per cedere il volante di Ataf alle Ferrovie. «In qualità di vecchi soci, devono fare il possibile per salvaguardare i posti di lavoro. Tutti», lancia l'appello Mannucci. Ma l'ex presidente della società, Filippo Bonaccorsi, replica alla Cisl: «Sono tre anni che, periodicamente, qualcuno fa una conferenza stampa per 'annunciare' come saranno i conti di Ataf a fine anno e poi, regolarmente, viene smentito dai numeri riportati in bilancio». E aggiunge: «Abbiamo dimostrato con i fatti come si può passare da 1430 dipendenti del 2009 ai 1200 di oggi senza creare disoccupati o tensioni sociali, ma usando solo la buona gestione e lo strumento dell'incentivo all'esodo».