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Data: 26/10/2012
Testata giornalistica: Il Mattino
«Eav allo stremo, l’unica soluzione è il commissario»

Il direttore generale dell'Eav, Valeria Casizzone, non ama i giri di parole: «Siamo esausti, solo l'immediata nomina del commissario per gestire i fondi Fas può sbloccare questa situazione incagliata. E purtroppo il ritardo nella nomina non è più fisiologico». Partiamo da agosto. Pareva tutto risolto. «Oggi una matassa burocratica tra i ministeri competenti, quello delle Infrastrutture e quello del Tesoro, sta bloccando tutto. Il decreto convertito in legge l'otto di agosto è stata una grandissima vittoria politica per la Campania. Una conquista che significa la salvezza del trasporto pubblico locale. Ci siamo impegnati tutti per ottenerla ma merito va dato a quanto fatto dal governatore Caldoro e dall'assessore Vetrella durante la trattativa a Roma». E poi? «Il commissario atteso in trenta giorni non è arrivato. La legge è chiara. Trenta giorni per definire la situazione crediti e debiti, novanta per il risanamento. Il tutto con la gestione di duecento milioni di fondi Fas. Non è una boccata d'ossigeno, è la soluzione». Possibile non si sappia nulla? «La Regione sta spingendo per sbloccare la nomina ma intanto siamo davvero allo stremo. Ad agosto lavoratori e creditori erano fiduciosi, adesso c'è legittimo disorientamento». Ma perché non si riesce nemmeno a gestire l'ordinario? «Perché abbiamo solo i soldi del contratto di servizio e una situazione di difficoltà che chiederebbe interventi non ordinari. Noi di fatto siamo commissariati senza esserlo ufficialmente: non sappiamo più chi è il nostro interlocutore. Quanto accade non è più tollerabile». Avete paura del collasso del sistema, del fallimento delle aziende? «C'è molta ansia. Perché non si sa cosa sta succedendo a Roma, dove si è bloccata la nomina. Possiamo solo essere solidali con i lavoratori, siamo tutti nella stessa situazione. E c'è una cosa che non mi spiego». Quale? «Perché una norma che rappresenta la volontà di salvare il trasporto pubblico non viene attuata. Una vittoria politica sta diventando una sconfitta amministrativa e burocratica». Basterebbe davvero solo questa nomina? «Assolutamente sì. Senza se e senza ma. È la soluzione definitiva senza la quale il rigore che stiamo applicando viene vanificato. Anche noi dirigenti stiamo lavorando con grande spirito di sacrificio. Ci meritiamo tutti, a partire dai lavoratori, una prospettiva certa di futuro. Le aziende non meritano di morire per la lentezza della burocrazia».

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